L’acqua e’ un bene prezioso, si sa. Talmente prezioso che la sua privatizzazione potrebbe fruttare enormi guadagni: somme di denaro che verrebbero sborsate, come sempre, dalla cittadinanza. Un bene talmente prezioso, l’acqua, che persino la sonnolenta coscienza sociale degli italiani si sta svegliando. Come in Francia la citta’ di Parigi, dopo avere privatizzato il suo sistema idrico, lo ha ri-trasformato in servizio pubblico, cosi in Italia si iniziano a vedere le prime concrete reazioni a quello che, probabilmente piu’ di ogni altro, sembra un vero e proprio furto ai danni della collettivita’.
I tentativi piu’ o meno riusciti di privatizzare l’acqua hanno sortito un effetto per molti inaspettato, una sorta di ‘risveglio’ delle coscienzeCerto sapere che l’acqua, a livello globale, diverra’ il bene piu’ ambito in assoluto fa sicuramente gola a tutti quei signori i quali, assetati solo di profitti, vogliono mettervi le mani sopra una volta per tutte. E di conseguenza e’ evidente il desiderio di portare la gente ad avere nei confronti dell’acqua lo stesso atteggiamento che ormai si ha sia con l’energia che con ogni altro tipo di bene: li si deve consumare, in grandi quantita’ e il piu’ in fretta possibile. Ma questa volta non e’ detto che debba andare necessariamente cosi.
I tentativi piu’ o meno riusciti di privatizzare l’acqua hanno sortito un effetto per molti inaspettato, una sorta di ‘risveglio’ delle coscienze o anche solo dell’intelletto che, in questo caso, non riguarda solo privati cittadini o associazioni dei medesimi, ma le stesse istituzioni. A due mesi dalla legge Ronchi, infatti, i segnali di reazione a questa ennesima ruberia non si sono fatti aspettare troppo a lungo.
In Puglia la schiacciante vittoria di Nichi Vendola alle primarie del centrosinistra (in cui ha battuto con il 73% l’avversario Francesco Boccia), svoltesi in vista delle prossime elezioni regionali, sono state non solo un esplicito messaggio da parte degli elettori pugliesi alla classe dirigente (di centro-sinistra, almeno), ma anche il risultato della ferma presa di posizione dell’attuale governatore nei confronti di due delle tematiche piu’ delicate trattate in Italia in questo momento: no al nucleare e no alla privatizzazione dell’acqua (e di conseguenza di quello che e’ il piu’ grande acquedotto d’Europa: quello pugliese appunto).

La schiacciante vittoria di Nichi Vendola alle primarie del centrosinistra sono state anche il risultato della presa di posizione del governatore su nucleare e acqua pubblicaMa Vendola, per fortuna, non e’ l’unico ad essersi esplicitamente opposto a questo ennesimo scempio. Anche la regione Emilia Romagna ha depositato il ricorso per illegittimita’ costituzionale contro il decreto convertito in legge che ha privatizzato l’acqua, ritenendo in pericolo l’accesso alla risorsa da parte dei cittadini.
Infatti, il presidente della regione, Vasco Errani, ritiene che ‘il provvedimento vada ben oltre i titoli di competenza statale, risultando in contrasto con la stessa disciplina comunitaria‘, e che questa riforma ‘non appare affatto improntata ad assicurare obiettivi di tutela della concorrenza, ma a perseguire altre e ben diverse finalita’, puntando esclusivamente ad una irragionevole riduzione e limitazione della proprieta’ pubblica delle societa’ di gestione‘, ossia ad una progressiva e significativa limitazione della garanzia di accesso alla risorsa.
E Puglia ed Emilia Romagna non sono le uniche a ribellarsi a questi non-sensi per la res publica. Molti sono anche i comuni, i municipi e le circoscrizioni comunali che stanno modificando i loro statuti in modo da non permettere la privatizzazione di cio’ che privato non dovrebbe essere nemmeno in una bottiglia. Ricordiamo ad esempio la prima vittoria del consiglio del XVI Municipio di Roma, che ha approvato a maggioranza assoluta una delibera, la prima a Roma, che impegna il Comune ad esprimersi sulla modifica del proprio Statuto, al fine di ‘dichiarare l’acqua un bene pubblico inalienabile’.
Anche l’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi si schiera dalla parte dell’acqua (pubblica, ovviamente), e fornisce a tutti i comuni che lo volessero utilizzare, un modulo di ‘Modifica e integrazione dello Statuto Comunale.

L’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi si schiera dalla parte dell’acqua (pubblica, ovviamente)Definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica’, nel quale il Comune in questione dichiara di:
– riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano,universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
– confermare il principio della proprieta’ e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarieta’;
– riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato e’ un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignita’ umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgs n. 267/2000.
Tale iniziativa ha gia’ portato diversi comuni a deliberaretesti per dichiarare l’acqua un bene comune, essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente; dirittoinviolabile, universale, inalienabile ed indivisibile dell’uomo, dichiarando inoltre il Servizio Idrico Integrato un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto essenziale per garantire l’accesso all’acqua e pari dignita’ umana a tutti i cittadini.
Insomma, le reazioni iniziano a farsi sentire in un Paese, l’Italia, talmente assopito negli interessi individuali dei suoi cittadini da farlo spesso sembrare morto. Reazioni che sono una vera e propria boccata d’aria per i molti enti locali che, dicevamo, stanno modificando gli statuti per mantenere quello idrico un servizio pubblico privo di rilevanza economica; per il grande Movimento dell’acqua che si prepara per la manifestazione nazionale del 20 marzo contro i deliri del governo; ma soprattutto una boccata d’aria per tutti coloro che non sopportano piu’ di non essere inclusi, di non essere consultati in decisioni di una tale importanza, di non essere ascoltati. In altre parole, per tutti coloro che sono stanchi di non essere rappresentati.
(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
Be the first to comment on "La lotta per l’acqua pubblica e’ appena iniziata"