LA VOCE GROSSA DELL’ UE CONTRO LA GRECIA NASCONDE IL DESTINO SEGNATO DELL’ EURO

Ieri alle 22.09 Il modo in cui l’Unione Europea sta gestendo la crisi finanziaria greca ricorda la dinamica di un’automobile che finisce sul ghiaccio. Una volta iniziato a slittare, qualsiasi cosa faccia il guidatore, col volante, l’acceleratore o il freno, accelerera’ o aggravera’ l’unico esito possibile del testacoda: uno schianto. E cosi l’UE, minacciando la Grecia di multe, negando gli aiuti finanziari ed esigendo un’austerita’ feroce, peggiora la crisi e incoraggia l’esito che teme maggiormente: un’insolvenza sovrana che portera’ allo sfascio del sistema dell’Euro.

Quando Fitch ha declassato il debito greco a BBB+, segnalando la possibilita’ di un’insolvenza sovrana, gli investitori internazionali hanno iniziato a vendere titoli greci, scatenando le scommesse al ribasso degli hedge funds. Poi, il presidente della BCE Jean-Claude Trichet ha fatto la voce grossa, dichiarando che la Grecia non deve attendersi alcun trattamento speciale, cosi provocando un’altra caduta dei titoli greci. Il tutto si risolve in un aumento dei costi di rifinanziamento, aumentando la difficolta’ di ridurre il deficit. Mentre Trichet chiede tagli brutali della spesa sociale e la Commissione UE accusa il governo greco di ostacolare una verifica dei conti pubblici, un team del governo tedesco e’ alacremente alla ricerca di una scappatoia giuridica che permetta un salvataggio della Grecia.

Come ha dichiarato Marco Annunziata di Unicredit, l’UE sta giocando al rialzo, esercitando enormi pressioni sulla Grecia per operare i tagli al bilancio, mentre allo stesso tempo sta preparando un salvataggio in caso di emergenza.

Il Presidente del Movimento Solidarieta’ tedesco (Bu¼So), Helga Zepp LaRouche, ha descritto il dilemma dell’UE il 16 gennaio: “Se l’UE non concede aiuti alla Grecia, questa potrebbe dichiarare insolvenza e uscire dall’UME”. Reintroducendo una moneta nazionale, la Grecia guadagnerebbe spazio di manovra, perlomeno a breve termine. Ma un’uscita della Grecia dall’Eurozona avrebbe conseguenze devastanti per l’Euro, aumentando drammaticamente i costi di finanziamento degli altri paesi ad alto debito, come la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e l’Italia. Prima o poi altri seguirebbero la Grecia, segnando la fine della moneta unica.

D’altro canto, “se l’UE o il governo tedesco trovano un modo per dare aiuti finanziari alla Grecia, cio’ segnera’ un precedente e gli altri paesi ad alto debito chiederanno lo stesso trattamento. Non e’ dato sapere quanto il contribuente tedesco sia disposto a sopportare”.

Il pericolo di uno sgretolamento dell’Euro ha spinto la Banca Centrale Europea a commissionare uno studio sulle conseguenze legali della decisione di un membro singolo dell’UE di uscire dall’Euro. Questo studio, visionato dal Telegraph, e’ un esempio magistrale di come funzioni il sistema giuridico neofeudale dell’UE. Esso sostiene che se uno stato abbandona l’Euro sara’ automaticamente espulso dall’UE.

“L’autore”, scrive il Telegraph del 18 gennaio, “fa una serie di affermazioni contorte, gesuitiche e maligne, come fanno spesso i legali dell’UE”. Mezzo secolo di unione sempre piu’ stretta avrebbe creato un “nuovo ordine giuridico” che trascende un “concetto di sovranita’ largamente obsoleto” e impone una “limitazione permanente” sui diritti degli stati. L’autore sostiene che l’uscita dall’eurozona comporta l’espulsione dall’Unione Europea. Tutti i membri dell’UE devono far parte dell’Unione Monetaria, tranne la Gran Bretagna e la Danimarca che hanno ottenuto i cosiddetti “opt-out”.

Sono argomenti ovviamente mirati all’opinione pubblica greca, per convincerla ad accettare sacrifici incredibili per restare nell’UE, dove la Grecia e’ ricevitore netto. Pero’ la loro efficacia e’ dubbia, specialmente alla luce del fatto che i sacrifici richiesti peggioreranno le cose.

“Se la Grecia e altri paesi ad alto debito”, scrive Helga Zepp LaRouche, “sono costretti a fare i tagli e allo stesso tempo a onorare i debiti, cio’ accelerera’ il loro declino. Dal punto di vista della Tripla Curva di Lyndon LaRouche, cio’ condurrebbe ad un’ulteriore, drammatica caduta dei valori che hanno a che fare con la produzione fisica, con l’occupazione e le capacita’ industriali e agricole. Allo stesso tempo, la curva che descrive la crescita dei titoli monetari si impennerebbe ulteriormente verso l’alto, accelerando un’esplosione di iperinflazione come nella Germania del 1923e#8243;.

Helga Zepp LaRouche ricorda che ella fu tra coloro che fin dall’inizio si opposero all’abbandono della sovranita’ monetaria e al ricatto imposto sulla Germania per la riunificazione nel 1989. Tra le conseguenze di quell’accordo, non solo la Germania e’ stata costretta a finanziare “obliquamente” tutti gli altri membri dell’UE, tramite la moneta unica, ma anche ad adottare l’ideologia verde anti-scientifica imposta dall’Unione Europea. “Se l’attuale politica UE non viene sostituita con una politica industriale ragionevole, orientata alla scienza”, ad esempio abbandonando la fobia anti-nucleare, le nazioni atlantiche “saranno popolate da cavernicoli”, mentre le nazioni del Pacifico, che oggi applicano “quelli che una volta erano i valori delle nazioni industriali europee”, si svilupperanno e plasmeranno il XXI secolo.

La presidentessa del Bu¼So chiede di “tornare all’Europa pre-Maastricht, o meglio ancora, all’Europa delle Patrie, delle repubbliche sovrane”, e di “reintrodurre un sistema di cambi stabili, che e’ comunque necessario”. “Solo se l’attuale sistema in bancarotta irreversibile verra’ sostituito da un sistema di credito e se verra’ ricostruita l’economia fisica, le nazioni europee avranno la possibilita’ di riprendere il destino nelle proprie mani. Si ascoltino, ora, le soluzioni offerte da coloro che hanno avuto ragione con i loro avvertimenti”.

Fonte: [www.movisol.org]

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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