Cucchi ed Aldovrandi: Gli ultimi non contano nulla

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Parla l’avvocato del ragazzo romano morto misteriosamente.

La vicenda di Stefano Cucchi e quella di Federico Aldrovandi vanno messe a confronto per stigmatizzare il fatto che in Italia “gli ultimi non contano nulla”.

Lo ha detto a Bologna, durante un dibattito sulla situazione delle carceri, organizzato da Social News, l’avvocato Fabio Anselmo, che difende la famiglia del giovane morto a Roma dopo l’arresto, in circostanze ancora da accertare.

Il legale, che a Ferrara rappresenta anche la famiglia di Federico Aldrovandi, per la cui morte nel 2005 sono stati condannati in primo grado quattro poliziotti, ha aggiunto: “In Italia le relazioni con le persone che possono rappresentare un problema vengono risolte con la violenza. Si rendono inermi, in modo che non possano dare fastidio. Il modo in cui e’ morto Cucchi e’ talmente assurdo e feroce che parlare di diritti e umani e rispetto e’ qualcosa di lontanissimo da questa realta’. Ci sono delle testimonianze allucinanti”.

Dopo Anselmo ha parlato la sorella di Cucchi, Ilaria. “Stefano e’ morto solo, con la sensazione di essere abbandonato da tutti, anche da noi. Se ci fosse stata umanita’ nei suoi confronti e nei nostri, le cose sarebbero forse andate in maniera diversa. Ci auguriamo che altre famiglie non debbano affrontare le nostre sofferenze”, ha affermato la donna.

L’avvocato ha quindi concluso: “Queste situazioni accadono non perche’ le forze dell’ordine siano assetate di sangue, ma perche’ nel nostro Paese c’e’ una mentalita’ per cui si e’ perso il rispetto per la persona. Di Aldrovandi ce ne sono altri e ce ne saranno altri ancora”.

Nel frattempo si aspetta di capire cosa davvero e’ successo a Cucchi.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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