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Da un fisico, Luigi Sertorio, viene – anche su questa superflua e nodale parata ecologica di Copenaghen – una luce. Se trovi un pensiero che vale fe’rmati, ricordati che non sei un bruto!
Il libretto di Sertorio da cercare e da meditare, se si abbia qualche inclinazione a riflettere, s’intitola La Natura e le macchine, l’editore (SEB 27) non e’ certo tra i noti. L’autore e’ torinese e ha anche insegnato a Torino.
Ne stralcio qualche punto luminoso: “Da bambino, la notte, Torino era buia e guardavo dalla finestra le stelle e le Alpi lontane.
Ora dalla casa in collina guardo laggiu’ Torino tutta illuminata di lampadine, ci saranno molti megawatt di fotoni spediti nel cosmo, e non mi danno nessun senso di benessere”. Quanto a me, mi domando a quale ingordo Moloch sacrifichino le citta’ tanti inferociti megawatt e tanti torrenti di denaro per inondare di accecanti illuminazioni artificiali un flusso ormai quasi ininterrotto di partite notturne! Attenzione, quello spreco insensato di energia, non cessa di far male col fischio finale dell’arbitro: va a nutrire un oscuro cannibale che un giorno, ad un segnale, sgranocchiera’ i vostri figli. Come il minotauro di Creta e il lupo di Perrault – evocabili con profitto anche in un dopocena danese decembrino.
Il libretto e’ tutto aureo. Nella prefazione, Nanni Salio ricorda la profezia gandhiana: che se l’India (che allora contava trecento milioni: oggi, col Pakistan, tocca il miliardo e mezzo) si fosse industrializzata al modo dell’Occidente “avrebbe denudato il mondo come le locuste”.
Conclude Sertorio (per forza ne limito le citazioni): “Cio’ che scarseggia non e’ l’energia ma il pensiero, la futura vittima non e’ la Terra, ma e’ la mente umana, il consumo produce denaro, ma genera poverta’ (aggiungo: mentale) nelle nazioni”. Sottolineo: la mente umana, con lacrime e rabbia. Nient’altro che pensiero atrofico o non-pensiero leggi nelle ceneri anche di questa eco-adunata mondiale. Ripiglio dall’India, tritagonista di questa scena tragica smisurata, insieme a Cina e America (le Americhe, bisogna dire: un unico personaggio policefalo). Ma la Russia, l’Europa, l’Iran, dove li metti? Tuttavia la demografia miliardaria e’ la piu’ incosciente nel delirio industrialista, e ha uno specifico accecamento arrivistico – mostruosita’ psicologica che su scala di impero demografico (raggiungere-imitare-superare in potere-che-da’-potenza) oggi non culmina in traguardi stolti, ma in miserabile, scellerata distruttivita’ del vivente, vicino e lontano, presente e futuro. La via dello Sviluppo e’ la via della morte.
Paradosso dei paradossi: la sovrapopolazione planetaria, che affligge gli enormi spazi del sud-est asiatico, Cina e India in testa, e anche gli Stati Uniti – le regioni piu’ responsabili dell’Inquinamento – e che altresi affligge l’Africa e Gaza e il Cairo… neppure stavolta la si e’ vista nell’agenda dei lavori!! Magicamente rimossa…
Misteriosamente tenuta fuori… Perche’ manca il gradimento del Papa? Dei paesi islamici? Per paura dell’Insolubile? Ma se non osiamo confessare la nostra impotenza, allora perche’ stendere relazioni e fingere di avere a cuore un problema di essere o non essere, di vita e di morte? Perche’ incontrarsi e tenere discorsi su soluzioni possibili la cui caratteristica essenziale e’ l’impossibilita’ a coagularsi in una catena antincendio di severe e punibili concordanze?
Non ci sono percentuali in meno o in piu’ che valgano. Esiste soltanto il convergere di tutte le strade verso la distruttivita’ crescente, nella folle idea fissa del tempo lineare e della sua conseguente Crescita illimitata, col suo sterminio di risorse per contrastare le grandi poverta’ che vengono, le catastrofi finali che nessuna filosofia politica e’ in grado di fermare.
Perche’ la storia umana e’ iscritta in un ciclo sansarico, e’ parte di una ruota che la fa, nella luce e nell’ombra, ora essere ora non essere; perche’ nel Divenire in perpetuo qualsiasi vivere perde il suo stesso nome.
Come misura di Ragione Pratica puoi fare la raccolta differenziata e l’orticello biologico in Piazza Navona o alla Casa Bianca: una condotta etica e’ bene per chi la tenga – ma non commuovera’ mai la maschera di pietra di quel che e’ predestinato, di quel che e’, da sempre e per sempre, Destino.
E anche il Destino abbiamo visto tenuto fuori, malvisto cane sciolto, da questa conferenza di percentuali tristi e di egoismi irriducibili. Il clima out of joint puo’ aiutare, per quanto cosa ahi molto dura, a capire. Puo’ essere una freccia per andare, a occhi aperti almeno, incontro allo sguardo della testa inguardabile di Medusa.
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