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di Ludovico Polastri
La crisi economica che sta interessando pressoché tutte le nazioni del mondo ha alcune caratteristiche che andrebbero tenute ben presenti. La prima è che una situazione così grave non si è scatenata dall’oggi al domani ma era già da tempo che lavorava sotto la cenere specialmente sui mercati americani dove si era perso totalmente il controllo delle più elementari leggi economiche; nessuno controllava e di fatto erano tutti accondiscendenti, in primis Bernake che ora si è pure guadagnato la copertina del Time come salvatore del mondo. Follia pura. Colui che dormiva sonni profondi viene portato in trionfo. Segno dei tempi. E’ vero che Greenspan sarebbe da appendere ad un palo ma in America quando una persona è nominata gode da subito dei poteri a lui conferiti e pertanto al contrario per esempio dell’Italia dove di fatto non si sa mai chi di decide, negli States è ben identificabile e Bernanke doveva intervenire fin da subito. La seconda considerazione è che i colpevoli sono solo ed esclusivamente le banche. Tutte le banche. Ed esse sono le uniche che non sono e non saranno punite. Anzi gli Stati hanno scaraventato sui risparmiatori il debito provocato da questa razza vigliacca. Ha ragione Chavez: se il pianeta terra, che pian piano sta morendo, fosse stata una banca sarebbe già salvo. E qui veniamo ad un’altra considerazione importante. L’espansione del credito e di conseguenza del debito è stata possibile perché le banche e non gli Stati hanno il potere di emettere e di fatto, battere moneta, senza che l’economia reale segua parimenti lo stesso ritmo di sviluppo. E si continua ancora ora su questa linea; nulla è cambiato. La terza considerazione è che questa crisi ha investito il mondo produttivo decimando aziende e facendo perdere il posto di lavoro solo e solamente a coloro che erano impegnati nel ramo privato. Nessun posto di lavoro perso per i parassiti statali. Anzi chi si trova ad avere un posto pubblico è diventato benestante, quando prima si cercava di lavorare nelle aziende per guadagnare qualche soldo in più.
Basterebbero queste considerazioni per prendere le relative contromisure. Ovvero riforma del sistema bancario, statalizzazione delle monete, esproprio dei beni bancari, incarcerazione dei colpevoli, riapertura del credito alle imprese e alle famiglie che hanno dovuto invece ingrassare i forzieri degli usurai bancari. Per questi ideali la gente dovrebbe andare in piazza perché c’è in gioco il futuro dei propri figli. Invece ormai siamo inseriti in una società che si infervora per la statuetta di Berlusconi ma resta supina e prostrata quando si dovrebbe battere per propri interessi. C’è solo rassegnazione ed una dilagante ignoranza. La gente è diventata ignorante e menefreghista. Lo stile del cafone alla Corona è quello che fa audience, come fare la zoccola è il modello per le ragazze.
Dunque questa crisi non sarà un’opportunità come alcuni tromboni di economisti sbandierano ma sarà un’ occasione per fare un ulteriore passo indietro ed impoverirci maggiormente, anche culturalmente e non si recupereranno i cosiddetti “valori”. Coloro infatti che già credevano in un modo diverso di porsi nei riguardi del mercato non hanno avuto bisogno di questa crisi per capirlo. E le persone che consumavano irresponsabilmente non si ravvedranno certamente, anzi diventeranno peggio di prima. Infatti una cosa veramente assurda che sento dire e ridire è che “quando c’è un problema esso è anche una opportunità”. Se c’è un problema va rimediato, non “convertito”. Se uno prende un pugno non ha “l’opportunità” per rifarsi il viso. Se si può, invece, ne vanno restituiti due.
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