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Ancora un nulla di fatto ieri a Copenhagen dove sono arrivati i capi di Stato e di governo partecipanti al summit. Il nodo centrale di quello che potrebbe trasformare il Vertice delle Nazioni Unite in un fallimento e’ la spaccatura tra i Paesi poveri del Sud del mondo e i Paesi industrializzati. Se gli appelli alla ricerca veloce di un compromesso della presidente danese della Conferenza Onu, Connie Hedegaard, evidenziano quanto il fallimento non sia una eventualita’ ma una possibilita’ sempre piu’ tangibile, la dura requisitoria del presidente venezuelano Hugo Chávez e di quello bolivariano Morales rappresentano quanto il divario tra Nord e Sud, poveri e ricchi stia facendo naufragare il futuro del clima. Chávez ha attaccato duramente il presidente Usa Barack Obama e il capitalismo. ‘Il capitalismo – ha detto il mandatario venezuelano – minaccia l’esistenza stessa della specie umana e, per questo, riguardo alla questione ambientale, bisogna cambiare non tanto il clima quanto il sistema, solo cosi inizieremo a salvare il pianeta’. Chávez ha quindi giudicato positivamente la manifestazione di ieri contro il capitalismo nella questione ambientale riprendendo uno slogan dei manifestanti che fa riferimento alla crisi bancaria mondiale e agli aiuti forniti ai bancari e ai grandi istituti finanziari: ‘Se il clima fosse stato una banca, gia’ lo avrebbero salvato’. Secondo il presidente venezuelano ‘E’ la verita’. I governi ricchi hanno salvato le banche capitaliste’, ha chiosato per poi sottolineare, ispirandosi ad una frase di Marx, che ‘Si puo’ affermare che un fantasma attraversa Copenaghen, e va in silenzio per questa sala, tra noi, questo fantasma e’ spaventoso e non e’ altro che il capitalismo’. |
(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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