Tutti ci vogliono di nuovo caput mundi

Quando tutti ti vogliono a capo di un progetto puo’ significare che sei il piu’ bravo, oppure che il rischio di fallimento connesso al progetto stesso appaia talmente alto da far si che nessuno abbia intenzione di accollarselo, o ancora che tu sia l’unico disposto a sostenere un sacrificio economico che gli altri non gradiscono.

Era accaduto nell’agosto 2006, quando il governo Prodi acconsenti a mandare in Libano un contingente di circa 3000 uomini che da allora costano all’Italia quasi 800 milioni di euro l’anno.
Sta accadendo oggi, quando di fronte alle richieste del premio Nobel per la pace Barak Obama, intenzionato ad aumentare il numero dei soldati presenti in Afghanistan, il governo Berlusconi si e’ impegnato ad incrementare il contingente italiano con l’apporto di altri 1000 uomini nel corso del 2010.

Il ministro della Difesa La Russa e quello degli Esteri Frattini hanno fatto sapere di avere dato subito la propria disponibilita’ alla richiesta americana, poiche’ l’operazione s’inserisce all’interno di un nuovo contesto. Contesto che vedra’ la zona ovest dell’Afghanistan, dove oggi stazionano anche soldati inglesi ed americani, trasferirsi completamente sotto il controllo italiano, ponendo in questo modo il nostro paese in una posizione di particolare rilievo nell’ambito della missione.

La sensazione e’ che non ci sia molto da rallegrarsi per l’aumento del peso specifico dell’Italia nell’ambito dell’occupazione dell’Afghanistan. Dal momento che aumenteranno in conseguenza dell’invio di nuove truppe, non solo i costi esorbitanti dell’operazione, ma anche il rischio di subire nuove perdite umane, soprattutto in virtu’ del fatto che graveranno sui soldati italiani maggiori responsabilita’.
La Casa Bianca dal canto suo si e’ gia’ affrettata ad esprimere il proprio ringraziamento, temendo evidentemente che il nostro paese possa ripensarci ed accodarsi alle posizioni di Francia e Germania, molto piu’ riluttanti ad incrementare il numero dei propri contingenti, soprattutto in un momento in cui la crisi economica consiglia maggiore sobrieta’ di spesa e la ‘palude’ afgana sembra diventare ogni giorno che passa piu’ infida e pericolosa.

Il governo italiano non correra’ comunque il rischio di cadere preda dei tentennamenti e gia’ ieri sera il Consiglio dei ministri si e’ affrettato ad approvare l’operazione, dimostrando di essere stato l’alleato piu’ rapido e ligio nell’esaudire i desideri del presidente americano. Se ci vogliono di nuovo caput mundi, non resta che gonfiare il petto orgogliosi e rispondere presente all’appello. Non capitano tutti i giorni occasioni d’oro come questa. (Tratto da: http://ilcorrosivo.blogspot.com)

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