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Il decreto-legge Concia-Di Pietro, quello contro la cosiddetta omofobia, e’ stato bocciato. Forse non ce ne siamo resi conto del tutto ma noi, sostenitori di una visione del mondo tradizionale e antiprogressista, l’abbiamo scampata bella. Partiamo dall’analisi della vicenda politica: il decreto legge intendeva apportare una modifica all’articolo 61 del codice penale, quello che stabilisce le aggravanti, col seguente emendamento: ” l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumita’ individuale, contro la personalita’ individuale, contro la liberta’ personale e contro la liberta’ morale, commesso il fatto per finalita’ inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”. La maggioranza aveva tentennato e aveva deciso di chiedere il rinvio della legge in commissione per alcune modifiche, risolvendo l’ambiguita’ della definizione ‘orientamento sessuale’, ma anche in ottemperanza al trattato di Lisbona, secondo il quale si sarebbe dovuta aggiungere alla discriminazione sessuale, anche quella per l’eta’ e lo stato di salute (hanno dimenticato la purezza dello stile deambulatorio, peccato). L’opposizione ha pero’ votato contro il rinvio (suicidio o tentativo di golpe?) e al quel punto l’Udc ha presentato la ‘pregiudiziale di costituzionalita” per la contraddizione all’articolo 3 della costituzione, che recita: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. E’ ovvio infatti che se fosse stata approvata la legge, le persone omosessuali sarebbero state piu’ tutelate degli eterosessuali. La legge e’ stata allora bocciata dalla maggioranza che ha votato compatta, con la solita eccezione ormai ridicola di una decina di finiani (gianfranchesi, ovviamente). Questo il fatto, ma cosa sarebbe successo se fosse stata approvata? Prima di tutto che una violenza qualsiasi verso un eterosessuale sarebbe stata meno grave che quella verso un omosessuale, stabilendo di fatto un privilegio assurdo. Perche’ mai se una persona che picchia un uomo perche’ e’ bello, e cio’ gli da’ fastidio, dovrebbe essere condannato in maniera piu’ leggera di un altro che ne picchia uno che sta avendo un rapporto sessuale con una capra? L’esempio non e’ casuale, infatti l’orientamento sessuale non esclude la zoofilia, che in Italia non e’ reato, e impedire a qualcuno la violenza su un animale (si tratterebbe comunque di violenza visto che una capra difficilmente puo’ esprimere consenso) sarebbe un reato soggetto all’aggravante di cui stiamo discutendo, invece che un saggio atto di difesa della capra. Ma soprattutto e’ la definizione ‘liberta’ morale’ che avrebbe potuto avere gravi effetti. Lasciamo la parola all’avvocato Claudio Vitelli: ‘il concetto di liberta’ morale, collegato all’orientamento sessuale e’ quanto di piu’ vago si possa immaginare (e di volta in volta puo’ essere tirato in ballo, nei reati contro la liberta’ morale di cui agli artt. art.610-612 cp, ma anche ad esempio in quelli di ingiuria e diffamazione), con la conseguenza che tutte o quasi le condotte dei soggetti tutelati, ove impedite o rese piu’ difficoltose, possono rientrare nell’applicazione dell’aggravante de quo ad insindacabile giudizio del Magistrato di turno’.
E’ chiaro adesso cio’ che e’ successo: si e’ tentato di far passare in giurisdizione il concetto di ‘orientamento sessuale’ come apripista a logiche e conseguenti richieste degli omosessuali in tema di famiglia, matrimonio e adozione, la cui negazione sarebbe potuta apparire come palese discriminazione, come ingiusta negazione di quella liberta’ personale e morale di cui sopra. La necessita’ di combattere le violenze sugli omosessuali e i trans era solo una scusa, e questa mia impressione e’ testimoniata in maniera inequivocabile dal fatto che l’aggravante adatta a colpire tali violenze esiste gia’ nel codice penale, ed e’ al comma 1 dell’articolo 61: ‘per motivi abietti o futili’. Adoperando la ben studiata connessione tra ‘orientamento sessuale’ e ‘liberta’ morale’ si sarebbero raggiunti obiettivi ben piu’ ambiziosi. Qui non si tratta della cosiddetta ‘teoria del piano inclinato’, secondo la quale ci si oppone a qualsiasi rivendicazione del mondo omo-trans perche’ porterebbe ad ulteriori passi in quella direzione. Qui ci sarebbe stata davvero, solo con l’approvazione della legge, la possibilita’ di scardinare alcuni concetti fondanti della societa’ tradizionale. Prima di riflettere sul fenomeno omofobia, occorre spiegare quello che puo’ attenderci ancora nel futuro immediato. Anche se la signora Carfagna, che ormai ha assunto in pianta stabile il ruolo di sostenitrice di tutte le cause politically correct, ha per il momento escluso questa opzione, c’e’ il rischio che il governo metta mano alla peggiore legge italiana, la legge 645 o legge Mancino, per inserire in essa il reato di omofobia. Come saprete la Mancino , che e’ palesemente incostituzionale visto che se ne infischia degli articoli 9 e 33 sulla liberta’ di opinione, e’ la legge liberticida che impedisce ad onesti cittadini di esprimere la propria idea su determinate questione politiche e storiche, prevedendo gravi sanzioni detentive. Se fosse inserita la discriminante sessuale, basterebbe dire ‘secondo me gli omosessuali sono peggio degli etero’ per andarsene dritti in galera. Ma ragioniamo, davvero oggi l’attenzione sulla omosessualita’ e sulla transessualita’ e’ cosi alta per i torti subiti da queste ‘categorie’ di persone? A me sembra invece che tali persone siano sempre piu’ al centro del palcoscenico perche’ sono alla moda, ‘fanno fico’. Non serve parlare di lobbies omosessuali, basta guardare (so che e’ dura ma bastano cinque minuti) chi c’e’ nella casa del grande fratello. Siamo alle solite: purtroppo chi ci comanda ha interesse ad eliminare ogni differenza tra di noi, perche’ diversita’ e’ uguale a maggiore difficolta’ di controllo. Via le frontiere, via le differenze etniche, spazio al meticciato indiscriminato, via le differenti religioni, oppure spazio a tutte basta che non rompano, via i due sessi e al loro posto uno solo, al bando ogni pensiero radicale per ricondurre tutto al politicamente corretto e alla passivita’, fino a che non restera’ un unico tipo umano simile ad un automa imbelle, praticamente un coglione. Il bello e’ che non si tratta solo di una spinta che proviene dall’alto: gli stessi popoli ‘vecchi’, com’e’ quello europeo, prendono da soli la strada dell’omosessualita’, che non dimentichiamo e’ uguale a morte demografica, in favore dei piu’ nerboruti conquistatori migranti. Ma finirei con un appunto terminologico. Pensiamo all’assurdita’ del termine ‘omofobia’, ricalcato sull’altrettanto mistificatorio ‘xenofobia’. Entrambi utilizzano ‘fobia’ cioe’ paura, ma lo fanno in maniera insensata. Un popolo ha il diritto di proteggersi dall’occupazione dello straniero migrante anche se non ne ha terrore, ma per una propria libera scelta, cosi come una societa’ puo’ opporsi ad un modello omosessuale di vita sociale, pur senza nutrire alcun sentimento di terrore. Questo richiamo alla paura ha senso solo se si capisce che viene da chi pensa che ogni progresso sia una vittoria prometeica sulle paure ancestrali del passato.
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