
Il suo corruttore potrebbe essere Berlusconi, ma il processo al premier finira’ fara mai.
Sentenza confermata in appello per l’avvocato inglese. Quattro anni e sei mesi gli erano stati inflitti nel febbraio scorso per corruzione in atti giudiziari e quattro anni e sei mesi sono rimasti anche per i giudici della Seconda Corte d’Appello di Milano, che hanno accolto le richieste del sostituto procuratore generale di Milano, Laura Bertole’ Viale, secondo la quale il comportamento processualmente “callido” di Mills, con le sue confessioni iniziali e le successive ritrattazioni, non meritava alcuna attenuante.
Per i giudici di primo grado Mills fu corrotto per assicurare “l’impunita’” a Silvio Berlusconi in due processi milanesi della fine degli anni ’90, quello denominato All Iberian ed un altro centrato si episodi di corruzione nella Guardia di Finanza.
Il verdetto dei giudici d’appello, letto dopo quattro ore di camera di consiglio, accoglie anche l’impostazione dell’accusa per quanto riguarda la prescrizione. La questione non e’ di poco conto, perche’ sull’esito dell’intera vicenda processuale pende la spada di Damocle del superamento dei tempi consentiti.
Per la corte d’appello la prescrizione scattera’ nell’aprile del 2010, perche’ fu nel 2000 che l’avvocato inglese ricevette i 600mila dollari ritenuti il saldo della corruzione. Il periodo per determinare il limite qiindi parte da li e non da prima che deponesse nei due processi nei quali menti (nel ’97 e nel ’98), come aveva chiesto la difesa per rendere tutto “abbondantemente prescritto”.
Il rischio di un nulla di fatto pero’ e’ altissimo in vista del preannunciato processo in Cassazione, tant’e’ vero che la Corte non ha disposto un termine per il deposito delle motivazioni e per questo per scriverle e depositarle i magistrati avranno solo 15 giorni di tempo.
I giudici milanesi hanno evidentemente ritenuta valida l’originaria confessione di Mills, poi ritrattata, secondo la quale l’avvocato aveva fatto di tutto per “tenere Mr. B. fuori da un sacco di guai”, come il condannato aveva scritto nel 2004 al suo fiscalista Bob Drennan.
Il versamento di 600mila dollari per i giudici c’e’ stato ed e’ il motivo della condanna. Grazie al ‘lodo Alfano’ Silvio Berlusconi, coimputato di Mills, era riuscito ad evitare il processo e la sua posizione era stata stralciata.
Dopo la bocciatura del provvedimento ‘salvifico’ la causa ripartira’, ma con un altro collegio. Cosi saranno necessari molti adempimenti formali e si giungera’ certamente alla prescrizione senza ottenere che si sappia la verita’.
Sulla sentenza emessa ieri e’ intervenuto, non si sa a che titolo perche’ non e’ il legale di Mills, l’avvocato di Berlusconi, Niccolo’ Ghedini, che l’ha definita “del tutto illogica” e negatrice “in radice ogni risultanza in fatto e in diritto”. Ghedini ha parlato di un “processo svolto in tempi record negando qualsiasi prova e rifiutando qualsiasi possibilita’ di difesa. Tale decisione non potra’ che essere annullata dalla Corte di Cassazione”.
In vista del processo al suo cliente Ghedini ha avvertito: “Comunque, ancora una volta si conferma che a Milano non si possono celebrare processi quando, ancorche’ indirettamente, vi sia un collegamento con il presidente Berlusconi”.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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