Perchè Berlusconi pensa alle elezioni anticipate

di Aldo Giannuli Sin qui l’evoluzione dello scontro fra Berlusconi ed i suoi avversari non ha riservato molte sorprese: avevamo previsto a luglio, se la “spallata” in occasione del G8 non fosse andata in porto, sarebbe seguita una furibonda controffensiva berlusconiana fatta di scandali contro i giornali nemici e di purghe contro i sostenitori tiepidi come Fini. Puntualmente è quel che è accaduto. Ma alcune cose sono andate oltre il segno. In primo luogo l’attacco a Boffo ha compromesso i rapporti con la Chiesa forse irreparabilmente. In Curia non dimenticheranno facilmente un episodio che ha alterato i rapporti interni sulla base di un attacco proveniente da fuori e su un terreno come quello dell’omosessualità che è un nervo troppo scoperto. In secondo luogo, l’attacco a Fini sta portando molto vicino ad una scissione del PdL. In tutto questo, un Berlusconi estroversissimo ed aggressivo come non mai, che si autodefinisce “il miglior statista italiano da 150 anni” (sic! E chi era Cavour? Un signor nessuno…). Sembra un giovanotto trattato ad euforizzanti ed in vena di risse. Sarà la mancanza di villa Certosa… Il barometro ormai segna tempesta e la scadenza della decisione sul lodo Alfano ormai incombe: se la Corte lo boccia, Berlusconi mette nel conto una sicura condanna penale, se la Corte lo approva sa di dover affrontare un referendum non più sul merito della legge ma sulla sua persona. E, questa volta, il trucco di invitare all’astensione potrebbe non bastare, perchè ai soliti nemici potrebbero aggiungersene molti altri: la Chiesa, per le ragioni di cui sopra, gli oppositori interni come Fini, gli eventuali scontenti per le candidature regionali, la Fiat che non gradisce la campagna del “Giornale” sull’eredità di Agnelli ed ha Cordero di Montezemolo che scalpita al bordi del campo… E non è neppure detto che l’evoluzione della situazione economica vada in senso favorevole al governo. Insomma: bella prospettiva anche se il Lodo passa. E non è neppure escluso che le regionali possano trasformarsi in un nuovo rovescio come le europee di tre mesi fa. D’altro canto, restare sulla graticola per un anno, mentre Fini, Casini, Rutelli e Cordero gli preparano lo scherzo del grande centro non è la cosa più conveniente per lui. Di qui la convenienza di bruciare i tempi: sciogliere il Parlamento ed andare alle elezioni politiche a marzo, quando sono tutti impreparati. Il Pd starà ancora cercando di raccapezzarsi dopo il congresso e non avrà ancora definito nulla in materia di alleanze, il grande centro sarebbe ancora un progetto in via di realizzazione e Fini avrebbe due scelte: togliersi dai piedi e andare con i centristi, quasi certamente votati alla sconfitta, o restare nel PdL ed essere massacrato sul piano delle candidature dei suoi fedelissimi. Teoricamente, una alleanza Pd-Idv-Udc-Fini potrebbe battere il cavaliere, ma funzionerebbe? Dunque Berlusconi si assicurerebbe una facile vittoria anche grazie ai meccanismi della legge eletrorale con due ulteriori vantaggi: far slittare le regionali a dopo, sterilizzandole politicamente e ottenere la maggioranza nel Parlamento che voterà il successore di Napolitano. E sappiamo che il Quirinale è un suo vecchio desiderio. Berlusconi non è i genio politico che pretende di essere (figuriamoci!) ma –attenzione!- ha dimostrato di essere un ottimo tattico e di avere grande tempestività. La grande strategia non è cosa per lui, però sa meglio di chiunque altro quando può tirare in porta. Ripeto: smettiamola di odiarlo, ma studiamone le mosse con freddezza. E, forse ci riuscirà di batterlo.


Be the first to comment on "Perchè Berlusconi pensa alle elezioni anticipate"

Leave a comment