Un golpe criminale si aggira per l’Italia – parte III

Gli ultimi anni hanno visto succedersi al governo, e in buona parte ci sono ancora, deputati (nonché ex presidenti della Commissione Giustizia, mentre difendevano camorristi) che hanno infangato un martire della lotta alla camorra come don Peppino Diana mentendo spudoratamente (Gaetano Pecorella), ministri che hanno solidarizzato con governi che pochi anni dopo hanno bombardato (nel 1996 l’allora ministro degli Esteri Lamberto Dini strinse la mano al Presidente della Federazione Jugoslava Slobodan Milosevic, nel 1999 il suo governo ha partecipato ai bombardamenti NATO su Belgrado). di Alessio Di Florio


Parlamentari che hanno definito un eroe il mafioso Mangano (Dell’Utri), deputati condannati a 11 anni per aver corrotto giudici (Cesare Previti, ma la persona che ha beneficiato della corruzione resta al potere e non è stata condannata), ministri che hanno affermato che con la mafia bisogna convivere (l’ex ministro Pietro Lunardi) e altri che bisognava ’rivedere’(leggasi eliminare) i progetti scolastici che si occupavano di mafia e legalità nei quali era coinvolta Libera (l’ex ministro dell’Istruzione Letizia Moratti), parlamentari e ministri che affermano che non si riconoscono nella bandiera italiana ma solo in quella padana e che, sulla Costituzione Italiana, ma hanno giurato da padani (Bossi e Calderoli). Il loro gruppo parlamentare si chiama ancora ’Lega Nord per l’indipendenza della Padania’. Abbiamo poi deputati che definiscono triste l’intitolazione a Falcone e Borsellino dell’aeroporto di Palermo (Micchiché) e altri che tentanto di cancellare il nome di Pio La Torre. E l’elenco potrebbe proseguire all’infinito, tra tribunali che hanno accertato il finanziamento della Sacra Corona Unita al presidente del Consiglio che bombardò Belgrado e coinvolgimento (nel lontano 1990) in traffici di droga del presidente del Consiglio del giorno che assassinarono Carlo Giuliani.

Nessuna voce per l’assassinio di Aldo e i miliardi di dollari sequestrati a Chiasso

Tutti noi conosciamo, vista l’ossessionante attenzione di televisioni e giornali, l’omicidio a Perugia della studentessa statunitense Meredith Johson. Migliaia di pagine su tutti i giornali, innumerevoli speciali di ’Porta a Porta’, Matrix e dirette nei telegiornali delle udienze. Nelle stesse settimane moriva Aldo Branzino. Arrestato, in maniera del tutto arbitraria dopo un controllo di polizia (la minima quantità di sostanze stupefacenti trovate nella loro auto non può giustificare una notta in cella), la mattina dopo viene trovato morto, con sul corpo le evidenti tracce di un pestaggio. Silenzio più totale.

Così come per Ramesh, ucciso da un vigile Rambo a Como. O Federico Aldrovrandi, stessa storia di Aldo ma città diversa: Ferrara. Dopo aver opportunamente foraggiato l’industria della paura contro lo straniero hanno approvato una serie di norme contrarie alla Costituzione, al diritto internazionale, ai principi cristiani di cui si fanno bandiera, e all’umanità stessa. Qualcuno cerchi per favore, e se le trova ci faccia sapere perché noi ne abbiamo trovate, i titoloni a caratteri cubitali sulle prime pagine dei giornali per la ragazza che si è recentemente suicidata a seguito dell’approvazione della legge e per i periodic pestaggi di migranti e omosessuali.

Nell’ultimo anno, agitando lo spettro della ’crisi economica’, hanno fatto accettare di tutto, dai soldi regalati alle banche (ma le pensioni costano troppo e vanno tagliate) alle speculazioni industriali-edilizie peggiori (e solo la resistenza straordinaria dei lavoratori ha impedito alla INNSE di aggiungersi alla lista).

Il 3 giugno scorso a Chiasso sono stati arrestati due corrieri giapponesi. Portavano con loro titoli statunitensi per un valore di 134.5 miliardi, quasi certamente veri. Una cifra che, se immessa sul mercato, avrebbe innescato una speculazione finanziaria che quella del 1992 di Soros (e che portò al crollo della lira dalla mattina alla sera) impallidisce. Silenzio totale.

Il silenzio che ’è uguale a morte’ e decide le sorti italiane.

Un silenzio ordinato a tavolino e che sceglie cosa va detto e cosa no, come orientare i consumatori passivi di democrazia. Un silenzio nel quale le parole cambiano di significato e vengono snaturate. Dove una persona in cerca di un futuro e di dignità si chiama CLANDESTINO. E’ un criminale, come criminale è chi difende posti di lavoro e la Costituzione, e non si allinea al pensiero unico dominante. Perché chiedere giustizia, rispetto dei diritti civili ed umani è un crimine.

Come ha scritto Roberto Saviano, gli unici che veramente hanno saputo ribellarsi alla mafia e lottare per la legalità nell’ultimo anno sono stati i migranti. Massacrati a Castel Volturno e sfruttati in Calabria. Ma non interessano a nessuno. Perché la dignità non è una merce interessante per la televisione (e quindi per il mercato delle vacche che ancora ostinatamente chiamiamo ’politica’ ed ’elezioni’) e i migranti sono tutti potenziali CRIMINALI, pensare che facciano qualcosa di positivo sarebbe sovversivo e pericoloso.

Leggi la prima e seconda parte..

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