E’ molto curioso constatare come certe persone, anche di sinistra, piuttosto che concentrare le loro attenzioni sulle vittime delle stragi avvenute nella storia italiana, si interessino troppo spesso, al contrario, solo dei loro esecutori materiali. E’ successo con la fiction televisiva “Il capo dei capi”, prodotto nel 2008, per raccontare alla gente la biografia di Totò Riina, o col film “Il Siciliano” di Michael Cimino (1987), per distorcere, in modo grave, la storia di Salvatore Giuliano, un bandito che aveva quattrocento fascicoli penali sulla testa e che per poco il regista non trasformava in tribuno del popolo ( di Giuseppe Casarrubea ).
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