di Anna Pacifica Colasacco A pochi giorni da quel disastroso 6 aprile, dopo aver collocato mia madre e mia sorella in una casa, io, qui sul campo della tragedia, ripetevo in continuazione, come un tormentone che non riuscivo a tenere a freno, guardando mio marito e l’amico Fabio, con il quale abbiamo vissuto il primo mese di disperazione, occorre fare il punto della situazione . Lo dicevo con la testa fra le mani,e, alzandola, incrociavo il loro disorientamento. E toccavo il mio. Non so bene cosa volessi significare con quella frase. Credo il desiderio di trovare un punto di partenza. Al quale attaccarci.
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