di Ludovico Polastri Domenica 7 giugno Ratzinger ha fatto ricorso a una «analogia suggerita dalla biologia» per dire che «l’essere umano porta nel proprio ‘genoma’ la traccia profonda della Trinità. Non è la prima volta che il Papa fa questi parallelismi sconclusionati. Precedentemente aveva evocato la fissione nucleare per spiegare come «la conversione sostanziale del pane e del vino nel suo corpo e nel suo sangue pone dentro la creazione il principio di un cambiamento radicale un cambiamento destinato a suscitare un processo di trasformazione della realtà, il cui termine ultimo sarà la trasfigurazione del mondo intero, fino a quella condizione in cui Dio sarà tutto in tutti». Insomma un Papa che nel tentativo di fare da conciliatore tra religione e scienza si lancia in affermazioni e sillogismi a dir poco arditi. Quello però di affermare che dentro di noi esiste un trinitarismo congenito è veramente un’offesa alla storia e alla cultura. Cerchiamo di mettere ordine su questo tema e, soprattutto, di far sì di non essere reputati dei creduloni ignoranti.
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