Ci sono segnali, quasi tra loro ricorrenti, che si intrecciano in questo inizio di secolo e non sono segnali incoraggianti. Anche se sembra che il mondo, proprio in questa epoca, attraversi il periodo di maggior floridezza e benessere tuttavia lo scenario globale sta cambiando.
di Ludovico Polastri
Assomiglia più ad un predicatore che non ad un leader. Recentemente girava sulla stampa un sondaggio delle cose fatte nei primi 100 giorni.
Personalmente non ne ricordo una di concreta se non aperture ideologiche ed una quanto mai avventata stima nei riguardi della nostra casa automobilistica. Dico a questo proposito che se fossi stato un americano mi sarei sentito profondamente umiliato dal fatto di sentire il mio presidente decantare la tecnologia straniera e dire alla propria industria di essere incapace di progettare motori puliti ed economici.
Ma buon per noi o meglio buon per il pool di banche che tengono per la gola Fiat e che stanno usando Marchionne per rivalutare un titolo che prima dell’operazione stelle e strisce stava per essere declassato a junck: spazzatura. Potrebbe essere la nuova corsa dei buoi per spalmare i rischi che erano ormai solo in mano alle banche.
L’Europa, dal canto suo, è ricordata più per i pettegolezzi sulle varie Carlà e Noemi che non per una unità di intenti sia ideologici che culturali. La Germania da quando ha abbattuto il muro di Berlino, ha perso la sua forza di nazione propulsiva piegata dal fardello economico di una riunificazione voluta dai poteri forti, americani inclusi, per mettere in difficoltà la Russia sfasciata dopo il crollo dell’ideologia comunista. L’Inghilterra, fedele alleato americano, non ha più una leadership capace di imporre in Europa la voce d’oltreoceano.
La Cina ed in genere i paesi asiatici, non sono stati e probabilmente non lo saranno ancora per un periodo non breve, in grado di porsi come potenze e guide, se non altro per ideologie ben poco democratiche essendo piene di debiti importati dall’America e legati a doppio filo da una parte alla mancanza di materie prime dall’altra ad una arretratezza culturale e tecnologica indispensabile per ricoprire un posto di primo piano sullo scacchiere mondiale.
A ben guardare un “leader” c’è…e non è un bel compagno di viaggio e si chiama banca. Mai come in questo periodo in cui il mondo sta procedendo verso tappe forzate verso un melting pot politico e culturale lo strapotere delle banche è diventato assoluto. Non ci si faccia ingannare dall’attuale crisi del sistema economico. Chi l’ha provocato, ossia le banche, grazie al potere a loro concesso di emettere moneta senza ormai nessuna riserva frazionaria ha provocato il dissesto economico che stiamo vivendo ed i paesi che stanno subendo questa crisi invece di cogliere l’occasione per togliere loro questo potere non stanno facendo altro che aiutarle a compensare tutti i prodotti tossici e l’espansione incontrollata di credito riversando i loro problemi sulla gente che lavora.
Il risultato sarà non solo un debito pubblico mondiale che esploderà ma, ben più grave, la definitiva messa nelle mani delle banche del potere economico realizzando un disegno perverso che ha avuto i primi effetti deleteri, alquanto rapidi, da quando in Europa i singoli paesi non hanno più potuto battere moneta.
Sarà interessante vedere come uscirà il mondo nei prossimi 5-10 anni dopo che avrà dovuto trovare necessariamente un nuovo equilibrio. Non penso che sarà così chiaro chi comanderà. Di sicuro non sarà evidente, nascosto tra le pieghe di un’illusione di espansione di democrazia che nasconderà un controllo delle persone sia fisico che mentale. Non a caso il potere bancario sta spingendo verso l’utilizzo della moneta elettronica ed un controllo della rete. La Francia, baluardo ed emblema della libertà di espressione, sta proprio in questi giorni facendo passare una legge che limiterà lo scambio di files attraverso i software P2P. A prima vista sembrerebbe una cosa giusta. Dimenticano di dire che il vero intento è di controllare le persone che utilizzano la rete carpendo informazioni delicate dai vari computers collegati.
Recentemente alcune banche stanno introducendo, a detta loro per alzare il livello di sicurezza, il prelievo senza nessuna autorizzazione esplicita dell’impronta della retina e delle impronte digitali dei clienti. Segnali preoccupanti a cui la gente si sta piegando supinamente e a cui la stampa di regime non dà peso alcuno.
Mala tempora occurrunt.
Ludovico Polastri
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