Il decreto per il Piano casa sarà votato venerdì 27 marzo al Consiglio dei Ministri. Un miliardo e mezzo di metri cubi di cemento, pari a 2,5 città grandi come Roma; una quantità di sabbia e ghiaia che dovrà quadruplicare, a 800 milioni di tonnellate; il numero di cave che dovrà raddoppiare (oggi sono 5.725) e emissioni in atmosfera di Pm10 del settore produttivo di cemento che triplicheranno: queste, secondo lo studio del Sole che Ride, le conseguenze del piano casa del Governo, che consentirà ai aumentare del 20% il volume delle abitazioni (http://www.inviatospeciale.com).
“Il piano – si legge nel testo – porterà verso il collasso il sistema ambientale italiano” con le conseguenti “espansione urbanistica, la produzione di cemento, le nuove cave e le emissioni inquinanti”. Interessati dagli interventi previsti dal decreto, precisano i Verdi in base ai dati Istat elaborati dal Cresme, sono potenzialmente 9 milioni e mezzo di edifici. Si tratta “essenzialmente di villette e abitazioni uni e bifamiliari, che hanno una superficie media di 260 metri quadri”. Un ampliamento del 20% comporterebbe, secondo il Cresme, una crescita della superficie abitabile di 490 milioni di metri quadrati con un costo di realizzazione di poco superiore ai mille euro al metro quadro, e “stimando che solo uno ogni dieci proprietari sfrutti l’occasione”.
Secondo i Verdi il piano, come conseguenza, “farà saltare gli standard urbanistici, con una diminuzione verticale della qualità della vita nelle città”. La rincorsa agli aumenti di cubatura, secondo i Verdi, determinerà infatti una modificazione estetica delle città, “già fortemente compromessa dal lassismo nei controlli di molte amministrazioni comunali”. E in assenza si controlli, “aumenteranno i conflitti di vicinato, con un aggravio forte alla macchina della giustizia”.
Il ‘Sole che Ride’ contesta anche la modalità con cui il piano casa consentirà di allargare le abitazioni, e osserva che “sostituire il permesso di costruire con la certificazione giurata è di fatto il via libera indiscriminato alla cementificazione”. In particolare il dossier stima che saranno necessarie 220 milioni di tonnellate di cemento (la produzione attuale in Italia è di 47 milioni di tonnellate, peraltro la più alta d’Europa).
Tratto da: InviatoSpeciale http://www.inviatospeciale.com
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