La class action slitta ancora di sei mesi. Con il decreto Milleproroghe approvato lo scorso 18 dicembre dal Consiglio dei Ministri l’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori, che sarebbe dovuta entrare in vigore il primo gennaio 2009, viene fatta slittare ancora con una proroga al 30 giugno 2009. Introdotta dal precedente Governo con la Finanziaria 2008, la legge, che sarebbe dovuta diventare operativa già a giugno di quest’anno, era stata sospesa per sei mesi. Ora dunque il nuovo stop, accolto con un coro di critiche e di denunce da parte delle associazioni. Da Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, ed Elio Lannutti, presidente Adusbef, un commento congiunto: “Vergogna! Siamo indignati!”. La legge infatti viene rinviata, sottolineano le associazioni, dopo il peggioramento intervenuto attraverso l’eliminazione della retroattività. “È evidente che gli obiettivi sono altri – commentano Federconsumatori e Adusbef – Il Governo e la Confindustria vogliono rendere impossibile l’azione di risarcimento per i danni subiti dai cittadini nelle truffe Cirio, Parmalat, ecc. e vogliono rimandare il più possibile l’attuazione della legge stessa. Ad essere danneggiati dall’atteggiamento del Governo sono i cittadini, direttamente danneggiati dalle truffe e tutte le imprese che, nel mercato, operano nel pieno rispetto delle regole”. Le associazioni si appellano dunque alle “imprese sane” che “dovrebbero essere favorevoli e non resistere all’attuazione immediata della legge”.
L’obiettivo del rinvio ulteriore di sei mesi per la class action “è allontanare i cittadini della tutela dei propri diritti”: questa la denuncia di Legambiente per la quale “come spesso succede in Italia si utilizza la proroga per rinviare l’entrata in vigore di una legge giusta che, di fatto, non necessita di tempi ulteriori per essere rivista e migliorata, perchè avrebbe potuto essere ritoccata anche in corso d’opera. Rimandarla per l’ennesima volta – commenta Legambiente – è chiaramente un ulteriore tentativo di scoraggiare i cittadini nell’esercizio dei propri diritti e nella sana partecipazione democratica alla vita del Paese”.
Il rinvio è “uno schiaffo ai consumatori ed un regalo alle imprese” per l’Unione Nazionale Consumatori. “La class-action – commenta il segretario generale UNC Massimiliano Dona- è uno strumento essenziale per la difesa dei diritti dei consumatori dai raggiri delle imprese che adottano comportamenti commerciali scorretti e per garantire un mercato sano e concorrenziale”. E l’Aduc da parte sua parla di “foglia di fico del Governo per far continuare le angherie contro i consumatori”.
Il presidente del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti Ugo Martinat aveva inviato una lettera alla Presidenza del Consiglio, al Ministero dello Sviluppo economico, al Ministero della Giustizia e alle Commissioni parlamentari II e X di Camera e Senato in cui si esprimeva “profonda insoddisfazione” sulla gestione delle vicende relative all’azione collettiva risarcitoria. “Preso atto con rammarico dell’ormai inevitabile ulteriore rinvio dell’entrata in vigore di tale disciplina – scriveva – il CNCU ha ribadito la necessità di un effettivo e più adeguato coinvolgimento delle associazioni dei consumatori in esso rappresentate nell’attività di urgente definizione dell’iniziativa legislativa di modifica delle disposizioni in questione, che ne consenta l’ottimale entrata in vigore senza ulteriori rinvii e senza stravolgimenti tali da vanificare le finalità di rafforzamento della tutela del cittadino consumatore”
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