Class action: ecco il "testo proibito"

L’Unione Nazionale Consumatori pubblica in anteprima sul suo sito internet l’articolato sul quale sta lavorando il Governo per riformare la class action e sferza: “Ecco il testo proibito”. Un documento dove, denuncia l’associazione, “è evidente la mano di Confindustria”, c’è una procedura nuova che si preoccupa soprattutto delle aziende e si nasconde “il tentativo di annacquare il ruolo delle associazioni dei consumatori e di favorire la lobby dell’avvocatura”. 

È quanto denuncia il segretario generale dell’UNC Massimiliano Dona che commentando il nuovo articolato di riforma della class action sferza: “Avevano tutte le ragioni per tenerlo nascosto nel cassetto, perchè è evidente la mano di Confindustria”. La decisione di pubblicare il documento, prosegue Dona, è stata presa perchè “non è ammissibile questo assordante silenzio su un tema così importante per tutti i cittadini che sono quotidianamente offesi dalle scorrettezze delle grandi aziende”.

Quali dunque i punti contestati? Spiega Dona in una nota: “Nel merito si comprendono le ragioni della inusuale riservatezza adottata dal Governo rispetto al nuovo testo di legge: una procedura completamente nuova rispetto all’attuale articolo 140-bis del Codice del consumo che, invece di risolverne le criticità, è tutto ispirato dalla preoccupazione di realizzare meccanismi tali da proteggere le aziende scorrette dal rischio di dover concretamente rispondere ai cittadini in caso di danni seriali: in tal senso si devono interpretare la previsione di un controllo del Giudice circa il fatto che il proponente appaia ‘in grado di curare adeguatamente l’interesse della classe’ (con forti dubbi di costituzionalità) e l’irrigidimento della competenza territoriale (rimessa ai tribunali del capoluogo di Regione evidentemente ‘più controllabili’). Ma lascia perplesso anche l’onere di pubblicità a carico di chi avvia l’azione, come condizione di procedibilità”.

Altro aspetto sul quale si punta l’attenzione nella nuova disciplina “è certamente quello della legittimazione attiva oggi estesa a ciascun individuo e non più consentita solo agli enti collettivi: essa nasconde – commenta Dona – il tentativo di annacquare il ruolo delle associazioni dei consumatori e di favorire la lobby dell’avvocatura che evidentemente ha avuto modo di interferire sull’attività legislativa molto più di quanto non abbiano potuto fare i rappresentanti dei cittadini”.

Ecco di seguito il testo di emendamento sulla class action pubblicato sul sito internet dell’UNC

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