All’indomani delle dichiarazioni di Claudio Scajola, Ministro per lo sviluppo economico, sull’utilizzo del nucleare in Italia e sull’apertura dei cantieri delle centrali atomiche entro il 2013, Terra Futura non può prescindere dall’affrontare le questioni dell’emergenza energetica e dal sollecitare la valorizzazione delle buone pratiche esistenti per la sua soluzione.
Sollecitato sul tema, JACK STEINBERGER, del CERN di Ginevra (premio Nobel per la Fisica del 1988), intervenendo alla XIII Conferenza regionale sull’ambiente della Regione Toscana, ha dichiarato: «Non sono contrario al nucleare, però si devono risolvere i problemi delle scorie, degli incidenti e della sua vulnerabilità agli atti di terrorismo. In ogni caso, preferisco l’utilizzo del solare». «Per l’energia e i cambiamenti climatici non si sta facendo ancora abbastanza» ha aggiunto. L’80% dell’energia che il pianeta consuma proviene dai combustibili fossili (petrolio, gas e carbone), tutte fonti esauribili. Del 20% che rimane, l’11% è da fonti rinnovabili, il 7% dal nucleare, il 2,3% dall’energia idroelettrica, lo 0,5% da quella eolica. «Se non modificheremo i nostri comportamenti, si stima che il petrolio finirà nell’arco di 25 anni, i gas naturali tra 35 anni e il carbone, su cui necessariamente ricadranno i consumi, si esaurirà all’incirca fra 60 anni. Nel frattempo le emissioni di CO2 saranno raddoppiate, la temperatura del pianeta si sarà innalzata di 6 gradi e il livello del mare di 5 metri: uno scenario decisamente catastrofico. Per evitare la catastrofe occorre far diminuire la popolazione mondiale, ridurre i consumi dei Paesi industrializzati, aumentare l’efficienza energetica e rimpiazzare le fonti energetiche fossili con quelle rinnovabili. La sfida per produrre energia da fonti innovabili a costi accettabili può essere vinta, e la scommessa per il futuro è rappresentata dallo sfruttamento del solare termico: è sufficiente una piccola porzione dei molti deserti esistenti per produrre l’energia che ci serve».
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