Una class action contro la ThyssenKrupp: a pochi giorni dalla morte dell’ultimo operaio ferito nel rogo del 6 dicembre scorso, è questa l’inedita strategia giudiziaria lanciata dal sindacato Fiom (Federazione impiegati operai metallurgici) -Cgil per tutelare i lavoratori dell’acciaieria tedesca che, pur non coinvolti in modo diretto nell’incidente, erano esposti quotidianamente a rischi mortali [HelpConsumatori.it]. L’iniziativa, che viaggia sui confini di questo nuovo strumento giuridico, è seguita con molta attenzione dalla Federconsumatori: “Anche se si tratta di materia sindacale – dice Giovanni Dei Giudici, responsabile dell’associazione – vogliamo lavorare in appoggio al sindacato per un’eventuale azione collettiva. Per questo siamo in attesa di conoscere i rinvii a giudizio del processo Thyssen e, dato che l’applicazione della class action è stata rinviata a 180 giorni dall’entrata in vigore della Finanziaria, abbiamo tutto il tempo per valutare la situazione”. Nella storia delle cause di lavoro sono solo due i precedenti di azioni collettive: il disastro di Seveso e l’amianto killer della Eternit. “Ma quelli erano casi diversi – rileva sempre Airaudo sul quotidiano torinese – si fondavano su un pericolo ambientale, qui invece si tratta di un episodio preciso, avvenuto in un certo momento, in un’area circoscritta e con determinate persone coinvolte”.
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