Dopo il boom delle compravendite degli anni passati, si profila un periodo di stagnazione per il mercato immobiliare. Secondo le previsioni dell’ultima Indagine Tecnoborsa, nel biennio 2007-2008 solo il 9,1% degli intervistati pensa di acquistare vendere, prendere in locazione o dare in locazione. Per quanto riguarda i soli acquisti, solo nel 6% dei casi si prevede di comprare un’abitazione. La casa principale resta l’ambizione primaria, mentre inferiore è la richiesta di seconde dimore per le vacanze. Tra le maggiori preoccupazioni degli italiani il prezzo troppo alto in rapporto alle proprie disponibilità economiche [helpconsumatori.it].
Il prezzo è il problema centrale nell’acquisto della casa di abitazione: il 44,5% si preoccupa che il costo del bene sia idoneo alle possibilità economiche della famiglia, mentre il 42,9% valuta soprattutto le dimensioni. Altre variabili prese in considerazione sono la vicinanza dei trasporti pubblici, l’ubicazione del bene, la tranquillità e silenzio della zona, facilità di parcheggio etc. Nel complesso, rispetto al 2005, il mercato evidenzia un un punto di equilibrio fra compratori e venditori.
Per ciò che riguarda le locazioni, nel prossimo biennio solo il 2,1% degli intervistati pensa di prendere in affitto un immobile: si tratta in prevalenza di giovani studenti. Dal lato dell’offerta, solo lo 0,3% degli italiani pensa di concedere in locazione un bene. Nel 2005 il gap tra domanda e offerta era pressochè nullo (0,4 punti), mentre nell’Indagine 2007 è salito a 1,8 punti. In ogni caso, sul fronte affitti è la città di Roma ha prospettarsi più attiva.
“Mettendo a confronto – ha dichiarato il Presidente di Tecnoborsa Valter Giammaria – le transazioni effettuate nel biennio 2005-2006 con quelle previste per il biennio 2007-2008, il numero delle famiglie che intendono effettuare una qualsiasi transazione scenderà di 3,4 punti percentuali; infatti, quelli che hanno effettuato una transazione sono stati il 12,4% degli intervistati, mentre quelli che pensano di effettuarla sono solo il 9,1%”.
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