AAA democrazia cercasi. Astenersi, prego, politici perditempo, di destra o di sinistra

Questo è l’annuncio che tra un po’ qualunque navigatore italiano di Internet potrà sentirsi in diritto di pensare, ma dovrà soltanto sussurrare, perché il Governo vuole imbavagliare la Rete in Italia. Il 12 ottobre 2007 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge sull’editoria, presentato lo scorso 3 agosto 2007 da Riccardo Franco Levi, sottosegretario alla presidenza del consiglio, alias il braccio destro di Prodi.

 


Riporto qui alcuni punti del disegno di legge, quelli che più interessano il popolo di internet.

1.“Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.” 

2. “Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali…L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative”.

Bene, in questa definizione rientra ogni internauta che non si limiti a cercare informazioni sul Web, ma che voglia parteciparvi o interagire in qualunque modo. Quindi, se lui o lei vorrà ancora comunicare sul Web, dovrà iscriversi  “…al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet…ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.”.

Il Registro degli Organi di Comunicazione (acronimo ROC) è depositato presso l’autorità alle comunicazioni. Attualmente l’iscrizione al ROC di siti web è obbligatorio solo per le case editrici che realizzano prodotti editoriali finalizzati al lucro, per tutti gli altri siti non è necessario, a meno che non si vogliano dei contributi statali.

Quindi, dal momento in cui sarà attiva la legge, ogni pinco pallino che vorrà annotare sul grande diario di Internet il pensierino della buonanotte prima di andare a dormire, verrà considerato un “imprenditore editoriale” e poco importerà se sarà uno squattrinato liceale con i brufoli. Da lì in avanti basterà pubblicare su internet e ogni cosa diventerà “attività editoriale”, anche se non prodotta da imprenditori con fini di lucro. Ogni sito, anche gratuito e gestito da un privato, diventerà prodotto editoriale, ogni blog personale diventerà prodotto editoriale. A ciò si aggiunga l’applicazione della normativa sulla stampa, quindi possibilità di sequestri, censure, ma soprattutto responsabilità penali in caso di denuncia penale.

Cosa dire? La censura è arrivata anche nel luogo dove la libertà era rinata a nuova vita. Vi è arrivata senza clamore, in sordina. Nessuna levata di scudi in sua difesa, né dai politici né dai giornali. Solo silenzio.

Alessandra Franceschi

Per approfondimenti:

http://www.beppegrillo.it/

http://www.vibrisselibri.net/?p=275

http://www.civile.it/news/visual.php?num=45712

http://www.agcom.it/operatori/roc/roc.htm

http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/testo_int.asp?d=36760

 

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