A rischio 2 miliardi di persone senza accesso a energie pulite

Ben due miliardi di persone nel mondo subiscono gli effetti avversi della mancanza di accesso all’energia pulita, e sono esposti ad altissimi livelli di inquinamento ambientale domestico dovuti all’uso di fonti energetiche inquinanti e all’inefficiente combustione dei combustibili ‘poveri’, quelli da biomassa naturale, legna, scarti dei raccolti e letame. E’ l’allarme lanciato da Paul Wilkinson della London School of Hygiene and Tropical Medicine sulla rivista britannica Lancet che questa settimana dedica una serie di articoli ad Energia e Salute. “Lo sfruttamento dei combustibili fossili – dichiara – ha portato a indubbi benefici ma contribuisce a malattie e cambiamenti climatici i quali a loro volta, pur gravando sull’intera popolazione mondiale, rischiano in realtà di ricadere soprattutto sui poveri e sui paesi in via di sviluppo, aggiungendosi ai problemi conseguenti la loro impossibilità di accedere alle energie pulite”. Bisogna cancellare le enormi disuguaglianze nell’accesso ai servizi energetici, si legge su Lancet, oggi le popolazioni più ricche usano fino a 20 volte più energia pro-capite rispetto ai paesi più poveri. Questa disuguaglianza causa cattiva salute (provocando per esempio circa 1,6 milioni di morti premature nel mondo annualmente a causa dei combustibili ad uso domestico, 0,8 milioni per l’inquinamento cittadino) e contribuisce alla povertà. Basterebbero piccoli sforzi di ognuno per ottenere tanto: sempre su Lancet Tony McMichael della Australian National University di Canberra, propone la riduzione del 10% dei consumi mondiali di carne. Produzione agricola e allevamenti, dichiara, sono responsabili di un quinto delle emissioni di gas serra causa di cambiamenti climatici e conseguenti problemi di salute. Il consumo medio globale di carne e di 100 grammi per persona al giorno, con una forbice di dieci volte tra le popolazioni che ne consumano molta e quelle che invece ne mangiano pochissima. Il target cui puntare, sostiene McMichael, è 90 g al dì ma distribuiti più equamente.

ANSA 13/09/2007

 


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