L’esposizione prolungata ad agenti inquinanti, quali le polveri sottili, può favorire l’insorgere di tumori ed infarti. E’ il risultato di uno studio statunitense che sarà presentato ad Urbino, nel simposio internazionale Accent “I cambiamenti climatici e la variazione della composizione dell’atmosfera”, organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche e dal Network Europeo Accent (Atmospheric composition change: the european network of excellence), in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino [HelpConsumatori.it]. Durante il simposio si parlerà diffusamente dei rischi connessi ai cambiamenti del clima, tema sul quale si confronteranno i massimi esperti in materia. In particolare si discuterà delle possibili strategie comuni da attuare in Europa. “Per PM 2.5 e PM 10 – conclude Forastiere – è stata indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità un valore guida rispettivamente di 10 e 20 μg/m3. Per dare un’idea, le grandi città italiane hanno valori intorno ai 40-45 μg/m3 per il PM 2.5 e 225-230 per il PM 10. Il paradosso è che a fronte delle raccomandazioni dell’Oms verrà votata a breve dal Parlamento europeo la proposta di una nuova legislazione volta a portare il limite per PM 2.5 a una concentrazione di 25 μg/m3 e per PM 10 a 40 μg/m3. Valori decisamente troppo elevati: secondo la European Respiratory Society, l’approvazione di questa nuova direttiva europea costituisce un grave passo indietro nella politica ambientale della Ue”.
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