“Business has the power to change the world – and you have the power to change business”: è questo il motto di climate counts, che tradotto significa “il business ha il potere di cambiare il mondo, e tu hai il potere di cambiare il business”. Su questa idea di fondo trae spunto l’iniziativa dell’organizzazione no-profit: il consumatore, con le proprie scelte d’acquisto, influenza il mercato e il mercato, a sua volta, influenza il comportamento dei propri attori principali e quindi, in primo luogo, delle imprese [Dario Muzzarini]. L’idea di Climate Counts è quello di fornire al consumatore un giudizio ultra sintetico utile a compiere scelte consapevoli valutando le imprese secondo il comportamento che stanno tenendo nei confronti dell’ambiente.
Lo scopo è chiaramente quello di spingere le imprese a preoccuparsi maggiormente delle tematiche ambientali, principalmente per ridurre i cambiamenti climatici che si è concordi nel riconoscere imputabili almeno in parte alle attività produttive del genere umano.
Sul sito dell’organizzazione (www.climatecounts.org) è anche disponibile una mini guida tascabile che riassume i giudizi nei confronti delle realtà considerate (scarica una copia).
L’iniziativa, seppur giovane, è decisamente interessante e la speranza è che questa possa crescere int ermini di notorietà a livello itnernazionale, oltre che naturalmente indagare un numero sempre crescente di realtà aziendali.
Chissà che, tra non molto tempo, non potremo vedere anche sulle etichette dei prodotti che acquistiamo un giudizio di rating sociale…
[1] A proposito di veda D. Muzzarini, “Diffusione della CSR attraverso i meccanismi del mercato”, pubblicato su Greenplanet.
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