Notizie esaltate, annunciate, sparate in prima pagina. E notizie negate, eliminate, sottaciute, parziali. Alla fiera dell’informazione le varietà sono enormi. Mentre su Internet cresce la catena di solidarietà con i bambini di Rignano Flaminio partita dal sito http://www.censurati.it [Alessio Di Florio]. Ricordate la strage di Novi Ligure, la caccia agli albanesi subito cominciata e poi platealmente smentita? E la caccia ai rumeni che stupravano ragazze agli angoli delle strade? E la forca già innalzate a Erba per il marito della vittima? Le grida inorridite, di Pisanu prima e ora di Amato, gli allarmi sugli anarco-insurrezionalisti che colpiscono ovunque, che vogliono incendiare l’Italia?
Trombe, tromboni. E trombette silenti. Ma perché nessun quotidiano ha urlato in prima pagina che gli psicologi hanno riscontrato sui bambini tracce di “sofferenza”, tipiche della violenza sessuale? Perché nessun telegiornale ci ha mostrato in quale situazione è la cittadina, in quale stato d’assedio sono costretti a vivere i cittadini? Nessuna voce per i bambini, ancora una volta vittima della ferocia, della violenza degli adulti. Un telegiornale nazionale in questi anni ci ha abituati a servizi morbosi, lacrimevoli, pietistici ad ogni evento di cronaca nera. Oggi nulla, niente di niente.
Alla fine qualcuno sbotta, butta a mare tv e giornali e decide di muoversi di persona, colmando le lacune dei grandi media. Antonella Serafini, collaboratrice di PeaceLink e di altri media indipendenti, è stata a Rignano Flaminio, ha parlato con le famiglie delle vittime, ha tastato con mano la reale situazione. E ha scelto di decidere con la propria testa, di affidarsi alla propria indignazione e alla propria materia grigia. Da alcuni giorni sul suo sito, http://www.censurati.it, è disponibile una petizione di solidarietà con i bambini di Rignano e con le loro famiglie. In pochissimo tempo già oltre cento sono le adesioni giunte da tutta Italia.
Quanto i tromboni suonano solo da una parte, quando neanche una trombetta viene lasciata libera, facciamo da soli. Alle armi di distrazioni di massa rispondiamo con l’auto-organizzazione e con l’attenzione delle menti pensanti, di ognuno e di ciascuno.
31 maggio 2007
Alessio Di Florio
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