IPRED2, nuvole nere sull’orizzonte europeo

Il 16 marzo l’AIIP e Assoprovider hanno rilasciato questa dichiarazione congiunta, subito rilanciata da Quintarelli nel suo blog ed oggi approfondita da un articolo di Punto Informatico. Di cosa si tratta in sostanza? della tanto discussa Direttiva UE denominata IPRED2, The second “Intellectual Property” Rights Enforcement Directive. La questione appare essere molto delicata e seria perchè appare come un vero e proprio “giro di vite” su proprietà intellettuale, brevetti e copyright ad opera della Comunità Europea [Loris D’Emilio].

Quali sono i punti chiave messi in evidenza dalla dichiarazione congiunta di AIIP e Assoprovider? Sostanzialmente due: il primo, “nel testo presentato al Parlamento, le disposizioni penali contenute nella proposta IPRED2 si applicherebbero genericamente a ogni tipo di violazione dei diritti di proprietà intellettuale, siano essi ipotesi di contraffazione fisica che pirateria digitale online, in quanto, secondo la Commissione (i.e. il Consiglio dei Ministri europeo), entrambe sono legate alla criminalità organizzata. In altre parole, la Commissione, anziché riservare le sanzioni penali più gravi alla contraffazione ed alla pirateria a scopo fraudolento messe in atto dalle organizzazioni criminali, si appresterebbe ad equiparare a tale comportamento, lo scambio on line tra privati di file contenenti film, musica e altre opere protette.”

Questo significa che, se io ad esempio scambio online con un mio amico/conoscente un file musicale, il mio amico ed io risulteremmo essere una vera e propria “organizzazione criminale” alla quale applicare il massimo delle sanzioni penali (al momento in Italia vige il cosiddetto “decreto Urbani” per il quale al semplice scambio di file tra utenti viene applicata una sanzione amministrativa, si veda in proposito l’approfondimento di Daniele minotti per Punto Informatico).

L’elemento più preoccupante è proprio questo cercare di eliminare la cosiddetta scala commerciale e l’intenzionalità della violazione: se così fosse, sarebbe definitivamente eliminata la possibilità del cosiddetto “fair use”, l’uso personale, amicale, quotidiano di un’opera protetta da copyright.

C’è un secondo punto su cui AIIP e Assoprovider pongono giustamente l’accento, ovvero:

“Le Associazioni dei provider Italiani, ritengono inoltre che, nella sua attuale formulazione, la proposta potrebbe non solo criminalizzare gli utenti di Internet, ma far si che la mera fornitura di una tecnologia o di un servizio che ha usi sia leciti che illeciti, possa essere considerata reato penale. Tutto questo, con effetti disastrosi sull’innovazione nel settore delle tecnologie e dei servizi dell’ informazione e della comunicazione.”

Cosa significa questo in parole povere: se io ho un programma per il file sharing (la condivisione dei files online) e mi collego ad un provider che sui suoi server permette l’uso di programmi per il peer-to-peer, sia io che il provider saremmo dei criminali sanzionabili penalmente.per il solo fatto di avere questi strumenti.

L’ulteriore, e ancor più preoccupante!, aspetto di questo punto è che i primi a dover quindi “combattere” il fenomeno sarebbero proprio i providers, investiti quindi di ruoli (magistratura inquirente e polizia investigativa) che non gli competono. Aggiungono infatti le due organizzazioni, “infatti, quella proposta comunitaria si puo’ prestare ad estendere la responsabilità, anche ai fornitori di connettività e di servizi della società dell’informazione, in netto contrasto con la direttiva sul commercio elettronico, che prevede invece espressamente l’esclusione di “obblighi di sorveglianza” da parte dei fornitori di connettività.

Se questo avvenisse, verrebbero inopinatamente resuscitati i cosiddetti “sceriffi delle rete” – già precedentemente affossati dal Parlamento Italiano, in sede di revisione della “Legge Urbani”.”

Sembra ci siano degli emendamenti da discutere, ma a quanto pare l’intento della Commissione competente è quello di stringere i tempi e far passare la Direttiva così come attualmente formulata; per questo le principali organizzazioni quali EFF, FSFEurope, FFII e FIPR si stanno organizzando online attraverso specifiche pagine web.

Ma il tempo stringe, e nuvole sempre più minacciose compaiono all’orizzonte …

Proposta di direttiva:

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/06/532&format=HTML&aged=

0&language=IT&guiLanguage=en

(formato pdf

 http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/en/com/2006/com2006_0168en01.pdf ) 

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