L’immediato dopoguerra, nelle zone ex italiane dell’Istria e della Dalmazia, ha visto consumarsi un’immane tragedia per migliaia di nostri concittadini che, per il solo fatto di essere lì residenti e non più graditi al regime attuato da Tito, sono stati orribilmente trucidati in quegli anfratti carsici chiamati Foibe [Antonio Favino]. Si tratta di pagine di storia sussurrate sottovoce e mai scritte sui libri di scuola perché, come lo stesso Napolitano ha affermato, convenienze internazionali e censure ideologiche preferivano che di questi eventi non si parlasse. Per tali ragioni va dato atto al Presidente della Repubblica di avere con coraggio e onestà intellettuale portato all’attenzione di noi tutti il ricordo di quegli eventi tragici.
Non dobbiamo dimenticare infatti che, al di là delle colpe o delle attribuzioni di responsabilità, quando un sistema politico mette in atto omicidi, uccisioni di massa, torture, condanne a morte, qualunque sia l’ideologia o l’appartenenza politica, vengono in ogni caso offesi i valori fondamentali di rispetto della vita, della dignità della persona, del diritto alla libertà cui tutti gli esseri umani dovrebbero godere in modo incondizionato.
È per questo che, se ci si ispira a questi alti valori morali, si dovrebbe condividere la sofferenza per la morte di tante persone innocenti, per il silenzio che per troppi anni ha cercato di nascondere questi fatti, per il disprezzo rivolto verso gli esuli di quelle terre, tacciati di collusione col fascismo ma colpevoli soltanto di essere italiani.
Il mio pensiero è rivolto a loro e ai milioni di esseri umani vittime di regimi sanguinari, di lotte tribali e religiose, di soprusi dell’uomo sull’uomo. Non voglio distinguere se la mano violenta è mossa da un’idea amica o nemica: la vittima ha sempre ragione.
Antonio Favino
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