Giornalismo: è morto Ryszard Kapuscinski

Il giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapuscinski, divenuto celebre in tutto il mondo per le sue cronache dalle zone più turbolente della terra, è morto ieri all’età di 74 anni. Dal 1959 al 1981, Kapuscinski ha scritto dalle zone più povere e pericolose del pianeta come corrispondente della Pap [Metamorfosi].

Ha anche scritto libri sulla liberazione dell’Africa dal colonialismo e il suo precipitare nel caos e nelle guerre. Testimone di 27 tra colpi di Stato e rivoluzioni, amico di Che Guevara, era stato condannato a morte quattro volte, secondo il suo editore americano, Afred A. Knopf. Lavorando all’estero, Kapuscinski era riuscito spesso, ma non sempre, ad evitare gli strali della censura del regime comunista. Kapuscinski aveva detto che la sua esperienza del totalitarismo e della guerra — i soldati sovietici che avevano invaso il suo paese quando era bambino — lo avevano aiutato a capire il Terzo Mondo. In un’intervista a Reuters alla fine del 2006, Kapuscinski aveva detto di avere scritto non per un pubblico polacco o europeo, ma per “chiunque sia abbastanza giovane da essere curioso del mondo”. Correvano voci che Kapuscinski fosse candidato principale al Nobel per la Letteratura. Ma la segnalazione da Stoccolma non era mai arrivata.

Leggi il ricordo nel servizio di Corriere.it: Addio a Kapuscinski, vagabondo della Storia

 

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