Processo G8 Genova 2001: il "mistero" delle molotov scomparse

La principale prova contro i poliziotti che misero in atto il pestaggio nella scuola Diaz di Genova nel luglio del 2001 è sparita nel nulla. Le bombe molotov che gli agenti portarono con sé nel corso della irruzione – con lo scopo di incolpare i manifestanti di possesso di armi da guerriglia – sono infatti state sottratte da ignoti, che riusciranno forse in questo modo a mettere fine al processo. Sorpresa e indignazione di parte delle forze politiche e soprattutto della società civile [www.centomovimenti.com].


“E’ una vicenda inquietante sulla quale pretendiamo subito chiarezza – ha chiarito il deputato dei Verdi Paolo Cento – è chiaro che la scomparsa delle bottiglie è una nuova brutta pagina nei lunghi tentativi di ricostruire quanto avvenne in quei giorni a Genova”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Tana de Zulueta, anche lei del Sole che Ride, per la quale “la misteriosa sparizione delle molotov è un fatto gravissimo”.

“La magistratura dovrebbe fare tutti gli accertamenti del caso e fornire delle risposte individuando quanto prima i responsabili – ha tuonato – quanto prima presenterò una interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, di aprire un’indagine sul comportamento a dir poco negligente delle persone preposte alla tutela delle prove”.

Sul piede di guerra anche Francesco Caruso, di Rifondazione Comunista, secondo il quale “le molotov scomparse a Genova rappresentano le prove schiaccianti della preordinazione a tavolino della mattanza della scuola da parte dei vertici delle forze dell’ordine e della mancanza assoluta di una pur assurda giustificazione, se non quella della vendetta nei confronti di inermi manifestanti”.

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