Massacro quotidiano in Iraq. Bush e Blair: "Non è colpa nostra"

Sono impressionanti i numeri diffusi oggi dalle Nazioni Unite e relativi alle vittime civili decedute in Iraq nell’anno 2006.

Secondo la stima dell’Onu sono caduti oltre trentaquattromila non-combattenti, quasi cento ogni giorno. Nella sola città di Baghdad hanno perso la vita oltre quattromila persone negli ultimi sessanta giorni del 2006.

“E’ un bilancio tragico – ha commentato il premier britannico Tony Blair – è tragico vedere che ci sono civili innocenti che perdono le loro vite in Iraq, ma centinaia di migliaia di loro hanno perso la vita sotto Saddam Hussein. Migliaia di persone stanno perdendo la vita adesso, ma non sono i nostri soldati, né quelli degli Stati Uniti d’America che stanno uccidendo queste persone”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la Casa Bianca, per la quale gli oltre trentaquattromila iracheni uccisi riflettono l’attività dei terroristi “volta a usare le morti civili non solo per spingere gli Stati Uniti a ritirarsi, ma anche per ottenere il collasso all’interno dell’Iraq” [www.centomovimenti.com].


Be the first to comment on "Massacro quotidiano in Iraq. Bush e Blair: "Non è colpa nostra""

Leave a comment