«L’abbattimento delle emissioni di CO2 del 50% al 2050 – obiettivo minimo per contenere l’aumento della temperatura terrestre al di sotto dei due gradi centigradi – potrà essere raggiunto solamente se l’energia eolica verrà sviluppata con determinazione fin da ora». Lo afferma Francesco Tedesco, responsabile campagna clima di Greenpeace, commentando i risultati del rapporto “Global Wind Energy Outlook 2006” diffuso oggi ad Adelaide (Australia) da Greenpeace insieme al Global Wind Energy Coulcil (GWEC), l’associazione che raggruppa circa 1500 società ed istituzioni in 50 Paesi, tra cui i maggiori produttori di turbine eoliche [www.greenreport.it]. «L´Italia però è ancora in ritardo – spiega Tedesco – serve uno sforzo coerente per una politica seria sull´eolico, sia a livello centrale che locale».
Greenpeace chiede quindi ai Governi di tutto il mondo di bloccare gli aiuti economici all’industria che ricava i propri profitti dalle fonti fossili e dal nucleare e sostenere invece un´industria che è fonte di sviluppo e occupazione. Il numero di nuovi posti di lavoro creati dall’industria eolica potrà variare tra i 480 mila e i 2,1 milioni. «Sovvenzionare petrolio e carbone, inoltre, significa sovvenzionare lo scioglimento dei ghiacciai, favorire l’intensificarsi di eventi climatici estremi, e contribuire all’innalzamento della temperatura media terrestre».
«L’energia eolica è pulita e indipendente dal prezzo del petrolio» ha affermato Arthouros Zervos, presidente di Gwec, «un futuro energetico dominato dall’eolico non è fantasia. La tecnologia è matura e vi sono le possibilità di svilupparla su larga scala. Le scelte politiche degli anni a venire influenzeranno il clima e la situazione economica del mondo intero».
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