Negli anni seguenti alla seconda guerra mondiale, ma soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, la nostra esistenza ha visto cambiamenti su cambiamenti; quello che normalmente percepisce la gente comune e’ un progressivo impoverimento e non vede nessun vantaggio dall’entrata dell’euro, ne’ dalla tanto decantata globalizzazione. Nessuno pero’ ha chiaro il perche’ di questa situazione, come mai siamo finiti in questa palude umida e pericolosa [Articolo di Pierluigi Paoletti]
Prima del 1989 (tanto per dare un riferimento anche se inesatto perche’ tutto il processo e nato molto prima) ogni paese e quindi ogni economia cercava di bastare a se stessa e dove non arrivava a soddisfare il suo fabbisogno interno chiedeva agli altri paesi che invece avevano un surplus e viceversa (import – export). Anche se gli squilibri tra le varie parti di questo organismo erano molto accentuate e molto piu’ denaro e quindi energia arrivava alla parte occidentale mentre altre ne avevano poco come una parte dell’oriente o addirittura niente come l’Africa, ancora non si era arrivati al punto di non ritorno, possiamo dire che l’organismo era molto malato, ma aveva ancora una possibilita’ di guarire. Negli ultimi anni e’ successo che improvvisamente la salute di questo malato si e’ improvvisamente aggravata portando la situazione al punto di non ritorno. Perche’? Ma perche’ alcuni organi stanno cercando di prendere per se’ tutta l’energia disponibile (denaro, petrolio ecc.) senza pensare che cosi’ facendo stanno decretando la condanna a morte del grande organismo di cui fanno parte (il mondo), quindi anche di se stessi! Se ci pensate bene il cancro non e’ altro che questo: cellule impazzite che uccidono altre cellule sotraendo la loro energia perche’ si ritengono piu’ necessarie di altre ed organi che non avendo piu’ la dose necessaria di energia, smettono di fare il loro lavoro compromettendo cosi’ la vita dell’intero organismo.
Per fortuna che la cura c’e’ ed e’ facilmente attuabile, naturalmente con un po’ di buona volonta’. No non pensate alla chemioterapia, che poi non e’ altro che quello che accade in Iraq, Afghanistan ecc. – quello del medio oriente invece e’ assimilabile ad un trapianto con una crisi di rigetto, ma lasciamo stare, sarebbe un discorso che ci porterebbe molto lontano. C’e’ una cura molto piu’ naturale ed efficace che si chiama rafforzare l’economia locale e di qualita’. Se noi riuscissimo a ripristinare e rafforzare l’economia locale, l’organismo si riprenderebbe in un batter d’occhio e la salute e la felicita’ di tutti ritornerebbe ad abitare nelle nostre comunita’. Come dicono gli esperti dobbiamo solo accorciare le filiere produttive.
Un esempio potrebbe essere che tanti produttori locali si consorziano e danno vita a vari punti vendita ( alimentare, ma non solo) nelle vicine citta’ dove le famiglie possono fare la loro spesa consapevoli di avere garanzia di qualita’ (cosa rara per i prodotti esteri) e di sostenere l’economia locale. I soldi infatti saranno reimmessi nel comprensorio a vantaggio di tutti. La cosa migliore sarebbe, in attesa di riprendersi la sovranita’ monetaria a carattere nazionale (rimandiamo alla sezione del sito dedicata), adottare una moneta locale che farebbe da effetto moltiplicatore in quanto la sua velocita’ di circolazione sarebbe di svariate decine di volte superiore a quella ufficiale poiche’ viene usata solo come mezzo di scambio e non come riserva di valore.
Per alcuni produttori agricoli sarebbe l’occasione di sganciarsi dalla dipendenza degli aiuti comunitari, sempre meno accomodanti, e finalmente di crearsi un mercato solido e duraturo che remunera molto meglio il prodotto agricolo locale di qualita’. Per fare questo naturalmente e’ necessaria tanta voglia di crescere, di diventare imprenditori di se stessi, prendere in mano il proprio futuro senza affidarsi alla benevolenza di nessuno. Accorciare la filiera del pane ad esempio vuol dire che il produttore di grano continua ad essere partecipante attivo fino alla vendita del prodotto finito, farina,pane, pasta, dolci e per questo riuscira’ a percepire un guadagno giusto per il suo lavoro, mantenendo i prezzi di vendita contenuti. E la stessa cosa e’ possibile farla con tutto l’alimentare (carne, ortofrutta, formaggi), con tutto l’artigianato locale che oggi e’ stato letteralmente annientato e con gran parte delle arti e mestieri oggi in difficolta’, calzolai, falegnami tappezieri, corniciai vetrai ecc..
Dimenticavamo una cosa importante e pertanto la scriviamo in maiuscolo:
QUESTE INIZIATIVE DEVONO PARTIRE DAL BASSO
non ci possiamo affidare a nessuno tantomento alla classe politica che e’ stata ed e’ complice attivo di questo stato di cose. Riprenderemo la questione nei prossimi report in quanto pensiamo che sia di vitale importanza per il futuro di tutti, comprese quelle cellule impazzite a cui va tutta la nostra compassione.
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