Alle 16,10 dello scorso 11 agosto, stroncato da un male incurabile, nella sua abitazione di Roma è venuto a mancare il prof. Giacinto Auriti: accademico, docente universitario, ideologo, giurista di chiara fama. Ha insegnato nelle Università di Roma e di Teramo , ha presieduto commissioni internazionali ed ha curato la parte commerciale del codice civile greco.
di Marino Solfanelli
Filosofo e studioso geniale, Giacinto Auriti ha teorizzato il ‘valore indotto della moneta’ che lo condurrà alla elaborazione di una proposta di legge sulla ‘Proprietà Popolare della Moneta’ presentata al Senato della Repubblica. Uomo di grande coraggio ha rivelato al mondo la grande truffa dei signori della moneta, gli usurai dai colletti bianchi, che si sono appropriati del diritto di stampare moneta a costo zero lucrando del corrispettivo valore creato dai cittadini che l’accettano come mezzo convenzionale di pagamento.
La fama del prof. Giacinto Auriti raggiunse ogni angolo della terra quando realizzò nel suo paese natale, Guardiagrele, cittadina dell’Abruzzo, il Simec (simbolo econometrico), ovvero la ‘moneta locale’. Avrebbe meritato il Nobel, invece subì l’avversione bancaria e giudiziaria: persecuzioni che non fiaccarono il suo spirito indomito, ma che certamente minarono lentamente il suo fisico.
Gli studi e le teorie scientifiche, contenuti in numerosi libri scritti dal prof. Giacinto Auriti, hanno avuto vasta divulgazione e pratica applicazione in diverse nazioni, in America e in Europa: in Germania sono quattro i Paesi che, indisturbati dal potere politico, hanno adottato la moneta locale.
Un grave lutto per il mondo accademico e per la società; una irrimediabile perdita per quanti l’amarono e ne seguirono l’insegnamento. Giacinto Auriti era un gigante del pensiero, in un mondo accademico di pigmei.
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estratto dalla prefazione del suo libro Il Paese dell’Utopia:
(http://www.signoraggio.com/auriti/ilpaesedellutopia_auriti.pdf)
“Chi crea il valore della moneta non è chi la stampa ma il popolo che l’accetta come mezzo di pagamento” dice Giacinto Auriti, sono però i banchieri, i grandi usurai che si appropriano del valore monetario, usandolo come mezzo di dominazione e imponendo all’umanità il signoraggio del debito. Ed ecco allora la geniale soluzione del problema: La proprietà popolare della moneta, che restituisca al popolo il maltolto dei valori monetari che esso crea. L’auspicio è che siano i governi a gestire l’emissione monetaria e a gestire gli utili, come diritto di cittadinanza, a tutti i cittadini.
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