L’Italia come l’Argentina e il Nordest è già defunto

Eugenio BenetazzoLa provincia di Vicenza? La seconda capitale nazionale per locali di lap dance dopo Torino e la prima per numero di fallimenti. Il Nordest? Morto, con imprenditori improvvisati,che hanno avuto successo non per merito o per analisi di mercato. L’Italia? In agonia nei posti di lavori, nella redditività, nei consumi. La globalizzazione? La fase terminale del capitalismo. Ma la soluzione c’è e si chiama embargo, “eccetto per ananas, banane e viados che non abbiamo”. Eugenio Benetazzo é un operatore di borsa indipendente, autore del libro “Duri e Puri – aspettando un nuovo 1929” classe 1973.


Nude e crude le sue verità su borsa, sistema bancario italiano, default del dollaro e dell’oro, geopolitica del petrolio, bolla immobiliare. Il Titanic Italia, come la chiama lui ed il Nordest li ha tenuti per ultimi.

“L’Italia è una realtà in declino industriale, incapace di competere, invasa da prodotti – porcheria di paesi feccia, non comunitari. Non sono avversari leali, ma nemici che in silenzio si stanno appropriando di quello che un tempo era il nostro posto di lavoro. Abbiamo regalato e svenduto il nostro benessere con la compiacenza del governo di centro sinistra. Prodi è stato il primo ad accompagnare i gruppi industriali all’estero, per delocalizzare”. “L’errore è stata la mancata volontà di non voler correggere questa situazione con l’embargo. L’unica forza politica seria che ne parla è la destra radicale”.

“Gli imprenditori del Nordest sono stati imprenditori improvvisati a cui è bastato affacciarsi sul mercato perché la fetta era grossa e quelli che mangiavano erano pochi. La mentalità veneta è quella che consegna le chiavi dell’azienda al figlio, al fratello, al cognato e non al manager capace”.

“L’Italia sarà la prossima Argentina – ha continuato Benetazzo – lo dicono prestigiosi quotidiani internazionali. Il Nordest è già morto. Padova, Vicenza e Treviso, tutto sommato formano un triangolo d’oro, con un’imprenditoria fiorente che però non è in grado di tutelarsi e di essere tutelata da Roma e da Bruxelles. Se ai politici stesse a cuore il Paese, avrebbero già bandito prodotti non europei. L’Europa è in grado da sola di produrre e di consumare per se stessa. E guai lasciarsi abbindolare dalla globalizzazione: “È la fine del capitalismo.

Il benessere dei nostri padri non potrà più essere recuperato. Ogni nuova generazione è destinata ad essere più povera della precedente”. Anche se un paio di mosse correttive si possono ancora fare: oltre all’embargo, anche politica monetaria improntata sulle riserve auree e nazionalizzazione di tutte la banche centrali.

Infine una precisazione: “Sono apolitico: la destra e la sinistra sono le ali dello stesso avvoltoio”.

Be the first to comment on "L’Italia come l’Argentina e il Nordest è già defunto"

Leave a comment