La diplomazia non ha ottenuto nulla, nemmeno il “corridoio umanitario”, e ha subito il diktat Usa che appoggia senza riserve la “guerra giusta ai terroristi” e approfitta per l´invio di ulteriori avanzate forniture di armi a Israele.
L´unica novità vera è la grande capacità di “resistenza” di poche migliaia di Hezbollah di fronte ad un esercito fra i più potenti del mondo e ciò ci fa capire con enorme chiarezza che una forte crescita di questo movimento, soprattutto se armato con moderne armi anticarro, e antielicottero, e con missili a più lunga gittata, renderebbe molto più difficili le guerre di Israele e forse quasi impensabili, perché i prezzi che pagherebbe sarebbero molto simili a quelli che sta pagando Beirut. Ricordo ai più giovani che la guerra in Vietnam finì solo quando i B52, che da anni bombardavano il paese impuniti, cominciarono ad essere regolarmente abbattuti dai missili SAM forniti dall´Unione Sovietica.
Da qui l´amara constatazione che la storia purtroppo si fa sui campi di battaglia, e Onu, diplomazia, politica, pacifismo fanciullesco, non contano nulla. Ma ciò che mi lascia incredulo e smarrito è il comportamento dei paesi arabi, soprattutto di quelli dell´Opec, tutti ferventi musulmani, che possiedono la “bomba atomica” della chiusura dei rubinetti del petrolio, unica arma per poter pretendere la fine immediata dei bombardamenti sul Libano e la costituzione dello Stato Palestinese.
Sarebbe molto difficile per gli Usa reagire di fronte ad un pronunciamento del genere, e basterebbero pochi giorni di fermo totale del pompaggio per fermare l´economia occidentale e provocare forti reazioni contro la guerra. So bene che Arabia Saudita ed Emirati Arabi sono protetti e al tempo stesso minacciati dagli Usa, ma la gravità dell´offesa verso il Libano e la Palestina e le minacce contro Siria e Iran dovrebbero essere intollerabili e le forniture di petrolio almeno sabotate.
Se il mondo islamico è incapace di una elementare coesione come sarebbe ovvio e logico, e si tratta di rispondere a prepotenze, sopraffazioni, massacri, devastazioni, umiliazioni, non vedo un grande futuro per la sua emancipazione. La loro “bomba atomica” ce l´hanno, è il petrolio, e devono usarla!
Paolo De Gregorio
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