E Bossi afferma: "Devoluzione anche per vie non democratiche"

In un Paese normale sarebbero certamente finite in prima pagina su tutti i giornali le dichiarazioni di un leader di partito, e per giunta ex ministro, relative alla possibilità di procedere per via “non democratica” alla realizzazione di un cambiamento sostanziale della Costituzione. In Italia, invece, non succede quasi nulla. Il numero uno della Lega Nord Umberto Bossi – lo stesso personaggio che Silvio Berlusconi vorrebbe senatore a vita – ieri si è fatto intervistare dal Tg1 ed ha spiegato che l’eventuale vittoria del “no” al prossimo Referendum sulla Riforma Costituzionale sarebbe un “dramma”. Un dramma al quale bisognerà rimediare con qualunque mezzo. Legale o illegale. “Se vincono i no, questi non toccheranno più la Costituzione – ha chiarito – se non cambia il Paese democraticamente, bisognerà trovare delle altre vie, perché democraticamente non sarà più possibile cambiare niente”. Affermazioni che, almeno per il momento, non hanno fatto troppo rumore. Tra i pochi che sono insorti il segretario di Rifondazione Comunista Franco Giordano, il quale ha parlato di “parole sconcertanti”. Per Forza Italia, invece, le uniche parole sconcertanti sono proprio quelle di Giordano. Paolo Bonaiuti e Fabrizio Cicchitto, infatti, non hanno criticato Bossi, ma coloro che a sinistra stanno facendo un “ridicolo tentativo di imbastire una polemica sul nulla” [www.centomovimenti.com].

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