l’Italia é tra i Paesi protagonisti del fenomeno, confermandosi al terzo posto per valore delle importazioni con 41,1 milioni di euro l’anno. Sono 500 le botteghe del mondo sparse in tutto il paese, un numero secondo soltanto alla Germania, che ne conta circa 800. 4000 invece i supermercati italiani in cui si possono trovare i prodotti equi. Anche se gli italiani spendono poco: 0,35 euro pro-capite la spesa media, che risulta essere la più bassa d’Europa. Con una spesa pro-capite di 6,75 euro all’anno, é invece la Svizzera in testa alla classifica europea di consumo di prodotti Max Havelaar, la Fondazione Fair Trade, il marchio internazionale di certificazione del commercio equo. Se parliamo di vendite é quello inglese il mercato più ricettivo: oltre 200 milioni di euro l’anno il volume di vendite della Gran Bretagna. Fra i prodotti equi più acquistati, guidano la classifica le banane, seguite dal caffé.
“è la conferma dello stato di salute del settore, – dice il Presidente di Assobotteghe Andrea Reina – di un trend positivo che si attesta ormai da diversi anni. Fino a qualche tempo fa il commercio equo era conosciuto da pochi fedelissimi, adesso sono davvero tanti i cittadini che non solo ne apprezzano l’utilità , ma che acquistano consapevolmente i prodotti. In questi anni le Botteghe del Mondo hanno svolto un ruolo importante, non solo di promozione, ma anche di sensibilizzazione. Possiamo andare orgogliosi di questo successo”.
Giunta ormai alla dodicesima edizione, la Fiera é stata come ogni anno l’occasione per conoscere tutte le novità dal mondo sempre più variegato del commercio equo e solidale. Associazioni, organizzazioni, centrali di importazione, cooperative e botteghe presenteranno i loro progetti ed i loro prodotti “made in dignityâ€�.
Tuttaunaltracosa, 19 maggio 2006
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