L’ultimo baluardo della libera informazione in Bielorussia – il giornale “Nasha Niva” – ha chiuso. Non è stata ovviamente una decisione spontanea, la cessazione delle attività è stata determinata da un irruzione in redazione delle forze di polizia. Il regime aveva già da tempo preso di mira la testata ribelle. Lo scorso mese alcuni giornalisti del Nasha Niva erano stati arrestati perché sorpresi in piazza durante le manifestazioni di protesta contro la vittoria elettorale del presidente uscente Alexander Lukashenko, una tornata che secondo le opposizioni e secondo tutti gli osservatori internazionali (tranne quelli russi) è stata segnata da clamorosi brogli. Successivamente il Governo Lukashenko aveva chiesto ad un Tribunale di intervenire per fare tacere la propaganda anti-governativa del periodico. I Giudici si erano subito messi all’opera ed avevano sentenziato che la pubblicazione del giornale “non è necessaria” al bene del paese. Oggi la Polizia ha reso esecutivo quel verdetto [www.centomovimenti.com].
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