Ormai è chiara la situazione drammatica che coinvolge il territorio ceceno: la presenza militare dell”esercito russo contro una piena legittimazione del riconoscimento dei diritti di autodeterminazione di questo popolo è causa e fonte di numerosi incidenti e uccisioni. Non solo, quindi, inaspettate sparizioni di persone, non solo, quindi, violenze perpetrate in modo diretto contro la cittadinanza ma, anche, incidenti stradali tra blindati e autoveicoli civili, che costantemente, ogni anno, mietono vittime innocenti [Alessandro Rizzo].
Gli autori di questi scontri sono gli stessi militari russi che, alla guida di carri armati in stato di ebbrezza, vanno a occupare corsie legittimamente percorso da vetture di cittadine e di cittadini: da ultimo il caso di un medico, un dottore capo reparto di un settore chirurgico dell”ospedale della capitale cecena, ucciso nella violenta collisione contro un blindato che si era presentato improvvisamente lungo il proprio percorso, mentre si recava sul luogo di lavoro. Era una persona dall”alto valore civile, dalla forte passione per il proprio mestiere, attraverso cui salvava ogni giorno le vite umane di povere persone indigenti, dedicando tutto il proprio tempo per questa attività dall”alto valore sociale. Una persona di questa caratura è stata uccisa da un militare in stato di ubriachezza, al quale è stata inflitta una pena premiale ossia dedicare un anno del proprio servizio a settori militari di minore valenza per, poi, ritornare normalmente nell”ambito del proseguimento della propria carriera.
Qualche mese fa, un”altra vittima di questi numerosi incidenti è stata una donna, un altro medico, ironia della sorte, travolta da un palo, abbattuto da un blindato uscito fuori di strada e che ha invaso il marciapiede, mentre attendeva l”autobus alla fermata. Quasi quotidianamente accadono fatti di questa portata, totalmente sconosciuti, se non addirittura considerati secondari nell”ambito del conflitto in atto nella regione cecena. La cittadinanza cecena viene considerata, visti anche i provvedimenti apportati agli autori di tali incidenti, come nemica da parte delle forze militari russe stanziali: le vite di civili inermi non hanno nessuna importanza e non sono motivanti l”inflizione giusta di pene che potrebbero accusare gravemente i militari in questione di essere rei di atti dalla grave portata.
L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE/PACE) ha emesso una risoluzione, la 1479 (2006), in cui critica severamente la Russia, membro del Consiglio stesso, di non provvedere a occuparsi seriamente contro le gravi violazioni dei diritti umani della popolazione cecena, sistematicamente attuati da parte degli occupanti. Autore della risoluzione è stato il deputato tedesco Rudolf Biding, sostituito da quello olandese Erik Jurgens, per decadenza della propria funzione, che ha accusato la Russia di gravi atti e di essere corresponsabile delle violenze e delle efferatezze che vengono promosse dai militari presenti in Cecenia contro i diritti civili, nonostante l”adesione della Russia alle dichiarazioni dei diritti umani universali.
Il mondo politico istituzionale russo ha esposto severe accuse contro i componenti dell”APCE, considerando addirittura i propositori di tali risoluzioni come alleati dei terroristi. L”Assemblea, comunque, ha considerato grave l”omissione di intervento finora palesata dal Consiglio nel prendere risoluzioni e raccomandazioni contro i comportamenti governativi assunti dalle autorità russe nel caso ceceno. L”assemblea, infine, ha dichiarato di essere gravemente preoccupata per le intimidazioni giudiziarie e amministrative perpetrate nei confronti di alcune organizzazioni non governative. Il passo contro comportamenti incivili e dalla portata antidemocratica e di repressione totalitaria, emessi da parte delle autorità russe, è stato fatto con determinazione da un”autorevole organizzazione istituzionale di stampo comunitario.
Esiste e sussiste la perplessità circa la non applicazione da parte della Russia delle raccomandazioni dell”Assemblea, visto anche come precedentemente la Russia abbia ignorato le precedenti disposizioni elaborate per le sistematiche violazioni avutesi nel passato. Una cosa è certa, espressamente dichiarata dall”APCE: in Cecenia esiste e continua a persistere un sistematico terrorismo di stato, perpetrato da parte delle autorità militari stanziate sul territorio di questa regione.
E” veramente criticabile e condannabile il silenzio dei media ufficiali riguardo la situazione internazionale che concerne il territorio ceceno: nonostante gli efferati episodi quotidiani di azioni contro la cittadinanza, considerata con spregio da autorevoli esponenti nazionalisti della politica russa come composta da montanari ribelli e poco propensi al dialogo, televisioni e giornali sono silenti circa un teatro sanguinario di guerra e di violenza. E”, questa, una lacuna nel sistema informativo internazionale dalla grave portata e imperdonabile.
Alessandro Rizzo
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