Piu” volte abbiamo definito questo mondo come un incubo da cui dobbiamo svegliarci con urgenza se vogliamo smettere di soffrire le pene dell”inferno. L”ultimo atto si sta consumando proprio adesso, almeno per noi italiani, con questa farsa delle elezioni. [Articolo di Pierluigi Paoletti](*)
La chiamiamo farsa innanzitutto perche” in realta” NON SIAMO IN DEMOCRAZIA. In una vera democrazia i cittadini sono messi in condizione di conoscere realmente lo stato delle cose, a noi invece non ci e” concesso di prendere visione di tutti quegli atti governativi che hanno cambiato e cambieranno la nostra vita e sono coperti da segreto di stato mentre dovrebbero essere resi pubblici. Ci riferiamo a tutti gli accordi segreti che sono stati fatti dal dopoguerra ad oggi con il governo americano e la Nato, riguardanti le basi militari in Italia ed i nostri interventi (di pace?) in Kossovo, Iraq ecc., agli accordi che hanno permesso ai potentati finanziari stranieri di depredare il nostro paese, agli accordi governativi che hanno permesso alla banca d”italia di toglierci la sovranita” sulla moneta e di indebitarci.
A noi purtroppo, danno solo una visione parziale riempiendoci la testa di belle parole impedendoci di conoscere i fatti reali e di esprimere la nostra opinione in merito. Ci lasciano solo l”illusione di decidere, tramite il voto, ma in realta” i giochi si fanno dietro le quinte di questo teatrino sempre piu” squallido, che ormai ha ingabbiato anche il giornalismo relegato solo al ruolo di spalla compiacente e ben retribuita.
Ma parliamo di numeri. Per accalappiare piu” voti ciascuno dei contendenti rilancia facendo promesse di sgravi, di togliere tasse, aumentare servizi.
Ma quale e” la reale situazione?
Sappiamo che la nostra crescita e” stata la piu” bassa dei paesi dell”Ocse.
Noi pero” abbiamo un vincolo di limitare l”indebitamento netto al 3% del nostro PIL, cosa fattibilissima quando siamo in un ciclo di crescita, quando pero” il nostro PIL non cresce, come adesso, o peggio ancora diminuisce, l”impegno si fa gravoso o addirittura improbo.
Facciamo l”esempio del 2005 il nostro indebitamento netto e” stato di 59,77 mld di euro contro un PIL di 1.417 mld di euro pari ad un 4,1% di deficit PIL. Per rientrare nei parametri del 3% avremmo dovuto avere un indebitamento netto inferiore di 17,26 mld ovvero quasi un 30% in meno. Il problema e” serio perche” 17,26 mld sono una cifra imponente e si puo” ridurre solo mettendo mano alla spesa pubblica che pero” e” costantemente cresciuta, dai 536 mld del 1999 ai 687 mld del 2005.
Sono cresciute le pensioni. E sono salite quelle di invalidita” (con un”impennata dal 2001). E la spesa sanitaria?
In soldoni:
· chiunque vincera” le elezioni dovra” diminuire la spesa e fare una manovra da almeno 20-30 mld
· se perdura la stagnazione economica o peggio inizia una recessione, siamo gia” fuori dall”Europa indipendentemente dalle manovre (e con le notizie di rallentamento dell”economia mondiale …)
· che quello che ci hanno raccontato in campagna elettorale sono solo frottole e che ci stanno colpevolmente tacendo la reale situazione
Ora basta un bel declassamento del rating in estate, e il lavoro iniziato nel 1992 si potra” concludere, con tutti gli avvoltoi che aspettano famelici di dividersi quello che resta di un paese ricco ed il colmo sara” che ce li presenteranno come salvatori della patria.
Dal punto di vista delle borse, queste continuano a salire nonostante che i privati se ne stiano alla larga, grazie solo alle fusioni ed acquisizioni che solo nell”ultimo anno sono state di 1.000 mld di euro.
Ora pero” il Mibtel potrebbe aver raggiunto un punto nevralgico, sia di tempo – vicinissimo ad un set up di lungo periodo – che di prezzo – sul ritracciamento 75% dai massimi del 2000 e sulla visione di lungo periodo e” a contrasto con una importante linea di forza.
Da segnalare che ai nuovi massimi delle borse si contrappongono nuovi minimi delle obbligazioni segnalando l”inquietante imminenza di un crash mentre l”Oro fa nuovi massimi.
E” evidente che dietro questa apparente calma dei mercati azionari sta per scatenarsi la tempesta, forse dopo le elezioni?
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