"Las bananeras" in Nicaragua

Centinaia di morti, uomini e donne colpiti da tumore ed altri fenomeni patologici come cecità progressiva, alterazioni nervose, atrofia dei testicoli; perdita rilevante di peso, nascita di bambini deformi; fragilità ossea. Questo è il risultato di decenni di sfruttamento dei lavoratori da parte delle multinazionali delle banane. Questo è il frutto dell”uso di prodotti chimici utilizzato massicciamente nelle piantagioni per migliorare la produzione [Sara Catucci].


Nemagòn e Fumazone sono i nomi commerciali del DBCP (dibromo-3-cloropropano), un pesticida con un altissimo grado di tossicità . Questo prodotto, vietato fin dagli anni 70 negli Stati Uniti, è stato esportato ed utilizzato in modo indiscriminato nelle piantagioni nicaguarensi e centroamericane. Una intera regione del Nicaragua, quella di Chinandega, dove sono concentrate, ancora oggi, le grandi bananeras della Dole, della Chiquita e della Standard Fruit e dove hanno lavorato decine di migliaia di persone, moltissime donne, tutte sottoposti agli effetti di questi prodotti, vive in una situazione di inquinamento elevatissimo.

Il DBCP, iniettato nel suolo o “sparato” con pompe d”irrigazione fino ad 80 metri di distanza durante tutti gli anni 70, ha reso inservibile le falde acquifere da cui attingono l”acqua la maggior parte delle popolazioni contadine della zona.

Per il Nicaragua la produzione di banane è un settore rilevante per l”economia del paese. Le multinazionali della frutta sono entrate nel paese centroamericano negli anni “60, con il pieno appoggio dei latifondisti e del governo del dittatore Somoza. La gran parte della produzione fu stabilita nella zona di Chinandega che aveva caratteristiche interessanti per le multinazionali: strade accessibili, ottima terra, un porto a soli 30 chilometri dalle piantagioni, manodopera forte ed a basso prezzo e la crisi del settore del cotone che era, fino a quel momento, la coltivazione tipica della zona.

Durante tutta la decade del “70 la Standard Fruit Company, come produttrice, e la Dole, come commercializzatrice e trasportatrice, s”impossessarono del controllo del settore bananiero in accordo con i latifondisti proprietari delle terre. Per aumentare notevolmente la produzione, la qualità e naturalmente i loro guadagni, cominciarono ad utilizzare in modo intensivo i pesticidi. Con la vittoria della Rivoluzione Sandinista, nel 1979, le compagnie multinazionali resistettero ancora qualche tempo ma, nel momento in cui il nuovo governo decise di intervenire all”interno delle piantagioni cominciando a gestire la produzione, la Standard Fruit e le altre multinazionali decisero di andarsene.

A conseguenza della guerra e dell”embargo operato dagli USA la produzione ebbe un crollo verticale passando dai 6 milioni e mezzo di casse/anno ai 2 milioni di casse/anno. Nel 1987 lo Stato aprì un processo alla Corte dell”Aia contro la Standard Fruit per le condizioni in cui aveva mantenuto i lavoratori, ma non si arrivò mai ad un giudizio finale in quanto il governo di Violeta Barrios de Chamorro, che aveva vinto le elezioni nel 1990, decise di sospendere la causa aperta. Questo fu il primo passo verso un nuovo ciclo della produzione di banane in Nicaragua. Nel 1992 ritornò la Chiquita seguita dalla Standard Fruit, ma intanto le cose erano cambiate ed i vecchi lavoratori, quasi 5 mila e per la maggior parte malati e senza un lavoro fisso, avevano scoperto tutto quello che le multinazionali avevano fatto durante gli anni “70 ed aprirono una lunga stagione di lotte che dura ancora oggi.

Il 17 gennaio del 2001 è stata finalmente emanata la Legge 364: Legge Speciale per Promuovere Processi Richiesti dalle Persone Colpite dall”Uso di Pesticidi Fabbricati a Base di DBCP. E” un passo molto importante a livello centroamericano in quanto è l”unica legge specifica che esiste in tutto il continente e che mette le basi per poter costringere le multinazionali fabbricanti, distributrici, applicatrici e commercializzatrici del Nemagòn e Fumazone a pagare per i danni provocati, durante tutti questi anni, ai lavoratori ed alle lavoratrici delle piantagioni di banano. A questa legge, voluta con tutte le proprie forze dagli ex lavoratori riuniti nella Asotraexdan (creata appositamente per le rivendicazioni lavorative e per la causa che si aprirà contro le multinazionali) e nella Funppanfban (nata per poter creare progetti che supportino le condizioni degli ex lavoratori della bananeras), ci si è arrivati dopo anni di lotte contro le multinazionali e i governi che si sono, via via succeduti.

Intanto, nella zona di Chinandega, la gente continua a morire ed a soffrire di malattie spesso incurabili. Intanto, la Chiquita e la Standard Fruit, continuano a fare affari in Nicaragua. La produzione è stata rilanciata ed è tornata a quasi gli stessi livelli degli anni “70. Quasi 4mila nuovi lavoratori operano all”interno delle bananeras e si vocifera, cercando di averne le prove, che si continuino ad usare pesticidi a base di DBCP anche se con nomi diversi. E i lavoratori continuano a guadagnare poco più di un dollaro al giorno per 8 ore di lavoro.

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