Si parla di à¢â‚¬Å“file sharingà¢â‚¬?, usando un termine alquanto post moderno, molto tecnologico, fortemente innovativo e giovanile: uno slang che nasconde molto, ossia significa creare le condizioni e le pressioni affinchè ci sia libertàƒ nellà¢â‚¬â„¢utilizzo e nello scambio, nonchàƒÂ© nella diffusione di materiale via rete, tra i siti, tra là¢â‚¬â„¢utenza, interessata a creare libera conoscenza e plurale cultura, crescita individuale disponibile per tutte e per tutti. Si confessano liberisti, si professano non ideologici, non amano presentarsi come preconfezionati in determinati ideali o famiglie europee preesistenti a livello storico e culturale valoriale. [A cura di Alessandro Rizzo]
Non amano le categorie prestabilite ma, anzi, amano costituire un programma decisivo e forte che possa incidere in unà¢â‚¬â„¢area in cui la logica imperante liberista, emergente in ogni settore economico, non viene applicata: quella della telematica e della divulgazione via rete delle conoscenze e dei materiali, file differenti, presenti nei molteplici siti esistenti. Abolire la proprietàƒ intellettuale, abolire le leggi molto limitanti della circolazione dei saperi e proporre forme di maggiore garanzia della privacy dellà¢â‚¬â„¢utente. Ma chi sono? Eà¢â‚¬â„¢ il Piratpartiet, ossia il partito dei pirati: sono giovani che hanno deciso di raccogliere in poco tempo le firme necessarie per presentarsi con proprie liste di candidate e di candidati, gran parte sotto i 32 anni, per le elezioni per il rinnovo del Parlamento svedese.
Il movimento, collettore di tante altre sigle che da sempre nascono come finalizzate a sollevare il dibattito del copyleft, non tollera più le leggi altamente restrittive emanate dal governo svedese: controllo dellà¢â‚¬â„¢utenza, obbligo di archiviazione di materiali circolanti via rete o cellulare, e, infine, violazione del principio di libertàƒ nellà¢â‚¬â„¢impresa individuale di accedere agli strumenti e agli elementi utili per il proprio sviluppo innovativo, sia in campo scientifico, sia tecnologico, nellà¢â‚¬â„¢ambito del settore culturale, artistico e soprattutto economico e industriale, nel campo della creativitàƒ ,m del settore della comunicazione e dei servizi, fondamenti portanti dello sviluppo attuale e moderno. Nel loro manifesto fondativi, i militanti del Piratpartiet parlano di leggi soffocanti le libertàƒ individuali e i diritti civili inalienabili della cittadina e del cittadino, nel momento in cui ogni stato deve sottostare allà¢â‚¬â„¢applicazione della direttiva europea sulla conservazione dei dati, chiamata il à¢â‚¬Å“Data Retenction Actà¢â‚¬?, ossia là¢â‚¬â„¢obbligo per i provider e gli operatori della telefonia cellulare di mantenere le informazioni di ogni spostamento e di ogni comunicazione, nella sua fonte e nella sua destinazione, nonchàƒÂ© nel suo contenuto, effettuate via rete o via telefonica dal singolo utente. In questo caso, pronuncia la Carta dà¢â‚¬â„¢intenti, là¢â‚¬â„¢essere umano è schiacciato da una repressione da parte di uno stato totalitario e paternalista.
I giovani attivisti e fondatori di questo nuovo nucleo politico che si prefigge, dato il forte successo registrato nella raccolta firme per la presentazione delle proprie liste per il Parlamento della Svezia, raggiungendo ben 4000 sottoscrizioni, superando di gran lunga le sole 1500 richieste per legge, di arrivare a esprimere proprie candidate e propri candidati, oltrepassando la soglia di sbarramento del 4%, si prefiggono unà¢â‚¬â„¢altra serie di punti progettuali di forte contestazione del limite alla libertàƒ di circolazione dei saperi: ossia là¢â‚¬â„¢abolizione dei brevetti e il diritto di critica dei marchi, nonchàƒÂ© la liberazione del lavoro intellettuale, bene immateriale, fonte di valorizzazione dellà¢â‚¬â„¢onere che ognuna e ognuno sviluppa e impiega nel concretizzare una nuova espressione artistica e culturale. Infine la loro volontàƒ è quella di de-criminalizzare là¢â‚¬â„¢utilizzo effettuato precedentemente e retroattivamente di ogni materiale protetto fino a oggi da copyright.
Rickard Falkvinge è il fondatore e proponente della costituzione del nuovo soggetto che si interpone inaspettatamente nella scienza dellà¢â‚¬â„¢agone politico istituzionale svedese e Si professa un teorico del capitalismo radicale: tanto è il suo spirito di totale adesione al concetto di libero mercato, in senso smithiano, che trova assurdo e contraddittorio il fatto che le libere leggi che lasciano forte autonomia e autoaffermazione ai privati esistano solamente nellà¢â‚¬â„¢ambito prettamente imprenditoriale economico o finanziario bancario, rimanendo assenti, invece, in campo della libera usufruizione del sapere e della conoscenza. In questo ultimo campo pervade una sorta di opprimente mano statale che detiene il controllo di ogni contaminazione possibile positiva in campo intellettuale e artistico, dellà¢â‚¬â„¢innovazione scientifica e tecnologica, imponendo normative che soffocano là¢â‚¬â„¢individuo nei propri diritti civili inalienabili e nella propria capacitàƒ di porsi come soggetto di conoscenza e di creazione di conoscenza. à‚«Non siamo rossi, blu nàƒÂ© verdi, siamo solo piratià‚» considera Rickard Falkvinge, in quanto lui medesimo si prefigge di incanalare il movimento del Piratprtiet nella lunga e storica tradizione dei partiti monorappresentativi o monotematici, ossia i partiti nati per difendere e tutelare singole categorie o singoli interessi e diritti, limitando la loro azione rivendicativa in senso monotematico e mono direzionale: come i partiti femministi e omosessuali svedesi, oppure quelli antieuropeisti o, infine, per la tutela del sistema sanitario.
Be the first to comment on "Libero sapere in rete e libertà intellettuali: in Svezia nasce il Piratpartiet"