Con 393 voti a favore e 220 contro, la direttiva Bolkestein è stata approvata in prima lettura dal Parlamento Europeo. Il à¢â‚¬Å“compromessoà¢â‚¬? costruito dalle grandi famiglie europee PPE/PSE supera là¢â‚¬â„¢opzione del rigetto della direttiva à¢â‚¬che pure ha ottenuto 150 importanti voti- e dàƒ una nuova accelerazione al disegno liberista di unà¢â‚¬â„¢Europa come libero mercato dei servizi, in cui i diritti del lavoro e i diritti sociali diventano variabili dipendenti dellà¢â‚¬â„¢ossessione competitiva. Con il voto di oggi, si conferma la distanza fra là¢â‚¬â„¢Europa delle elites politico-economiche e là¢â‚¬â„¢ Europa dei popoli, che anche in questi giorni, con le due mobilitazioni dellà¢â‚¬â„¢11 e del 14 a Strasburgo, avevano dimostrato il loro netto rifiuto delle politiche liberiste e il loro desiderio di unà¢â‚¬â„¢Europa sociale e di pace.
Di fronte a questo quadro, risultano francamente incomprensibili le grida di vittoria della dirigenza europea della CES, il cui segretario Monks sembra non accorgersi delle differenti posizioni assunte da forti e importanti categorie europee, Funzione Pubblica in primis. E anche le esultanze in casa riformista, sembrano non vedere nàƒÂ© i dissensi interni à¢â‚¬i socialisti francesi e belgi- nàƒÂ© calibrare gli abbracci mortali in cui hanno finito per ritrovarsi. Come faranno gli spasimanti nostrani à¢â‚¬ Ds e Margherita- del futuro partito democratico a spiegare ai loro elettori che hanno votato in totale sintonia con Forza Italia?
Il voto del Parlamento Europeo, pur essendo ancora solo un passaggio e non la conclusione dellà¢â‚¬â„¢iter, è un voto politicamente pesante. Dice a chiare lettere come le elites politico-economiche dellà¢â‚¬â„¢UE intendano superare là¢â‚¬â„¢evidente crisi del modello di integrazione europea, spingendo là¢â‚¬â„¢acceleratore sullà¢â‚¬â„¢approfondimento delle politiche liberiste, anzichàƒÂ© sul loro abbandono come chiedono le popolazioni, che hanno bocciato il Trattato Costituzionale, che hanno punito i governi liberisti nelle elezioni politiche, che si sono mobilitate a livello europeo contro la direttiva Bolkestein. Ai movimenti sociali e sindacali, alla societàƒ civile più generale il compito e la responsabilitàƒ di un salto di qualitàƒ nei prossimi mesi à¢â‚¬ e nel FSE di Atene a maggio- affinchàƒÂ© la mobilitazione, nei singoli paesi e a livello europeo si allarghi e si approfondisca. PerchàƒÂ© se Europa saràƒ , potràƒ esserlo solo dalla rottura con le politiche liberiste e dal riconoscimento fondativo di uno spazio pubblico dei diritti sociali, del lavoro e di cittadinanza. Che altro significa altrimenti la democrazia?
Attac Italia
Be the first to comment on "Bolkestein: un voto contro l’Europa sociale"