Notizie, non gossip

à‚«Notizie, non gossipà‚». Con questo titolo provocatorio esce sul numero di febbraio delle riviste aderenti alla Fesmi (Federazione stampa missionaria italiana) un editoriale comune che denuncia i limiti dellà¢â‚¬â„¢informazione nostrana, specie televisiva, sul Sud del mondo. Le riviste missionarie chiedono un salto di qualitàƒ nel segno di una maggiore attenzione ai popoli, alle culture extraeuropee, abbandonando un certo provincialismo che sembra connotare i Tg di casa nostra, che non di rado indugiano in argomenti di corto respiro, dando eccessivo spazio al gossip [Cinzia Agostini].    

Nel mirino della Fesmi è, in modo particolare, la Rai: dal servizio pubblico infatti, i direttori delle testate missionarie si aspettano unà¢â‚¬â„¢informazione più partecipe, capace di offrire un quadro più completo di quanto accade in altre parti del mondo.

La Fesmi sta studiando, a questo proposito, le modalitàƒ più adatte per una campagna di sensibilizzazione non solo del proprio bacino di riferimento ma della societàƒ italiana e del mondo culturale più vasto, nella convinzione che ci sia una diffusa domanda di informazione di qualitàƒ su quel che succede nel mondo.

à¢â‚¬Å“Non è una mossa politica la nostra à¢â‚¬ precisa Gerolamo Fazzini, segretario della Fesmi à¢â‚¬ bensàƒÂ¬ culturale. Vorremmo che là¢â‚¬â„¢informazione televisiva, alla quale a la maggioranza degli italiani attinge la propria à¢â‚¬Å“visione del mondoà¢â‚¬? desse conto in maniera meno approssimativa e più veritiera della realtàƒ del Sud che, come mondo missionario, ogni mese raccontiamo sulle nostre pagine. Registriamo uno scarto forte, un abisso talora fra il Sud che va in video e quello che ci sforziamo di rappresentare. Vorremmo accorciare questa distanza.

à¢â‚¬Å“PerchàƒÂ© abbiamo scelto la Rai come bersaglio prioritario e, insieme, interlocutore privilegiato? PerchàƒÂ© si tratta del servizio pubblico, per il quale come tutti i cittadini, paghiamo il canone. A differenza delle altre emittenti, della Rai ci sentiamo utenti e, insieme, à¢â‚¬Å“azionistià¢â‚¬?. PerciàƒÂ² abbiamo un diritto-dovere di esigere la qualitàƒ del servizio. Non ci interessa fare le barricate, anche perchàƒÂ© sin qui abbiamo registrato una certa disponibilitàƒ da parte della Direzione generale a discutere su questi temi. Ma certo cà¢â‚¬â„¢è bisogno che maturi e cresca ulteriormente la sensibilitàƒ dei dirigenti e che ciàƒÂ² si traduca in scelte precise, cosàƒÂ¬ come cà¢â‚¬â„¢è bisogno che cresca e si affini la coscienza del pubblico, che giàƒ da adesso, peràƒÂ², chiede unà¢â‚¬â„¢informazione diversa. Non che in Rai manchino i programmi di approfondimento su tematiche legate al Sud del mondo, alcuni dei quali fatti molto bene. Il punto è che nella maggioranza dei casi sono trasmessi in seconda o terza serata e dunque accessibili solo a una certa fascia di pubblicoà¢â‚¬?.

SCHEDA – La Fesmi

La Federazione della stampa missionaria rappresenta oggi 42 testate, diffuse in tutta Italia e in parte anche allà¢â‚¬â„¢estero, espressione del variegato mondo missionario italiano che conta attualmente oltre 12mila missionarie e missionari presenti nei vari continenti. Si tratta in prevalenza di periodici (in genere mensili e bimestrali); accanto a una serie di bollettini, vi sono riviste di attualitàƒ e informazione apprezzate e non solo nel mondo cattolico. Alcune di queste testate vantano una storia molto antica (è il caso di Mondo e Missione del Pime o di Popoli dei gesuiti, che questà¢â‚¬â„¢anno festeggia i novantà¢â‚¬â„¢anni).

Nel corso degli anni alcune riviste Fesmi (ad esempio Nigrizia dei comboniani o Missione Oggi dei saveriani) si sono distinte per battaglie su temi quali lotta alla fame nel mondo, mala-cooperazione, commercio delle armi e via dicendo. Le riviste Fesmi generalmente sono diffuse in abbonamento: in alcuni casi le si trova in edicola o nelle principali librerie. Complessivamente le testate aderenti alla Fesmi tirano oltre 400mila copie e raggiungono non meno di 600mila lettori.

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