Chiusi molti diari firmati dai soldati al fronte Squadre speciali controllano tutti i contenuti. Ora la censura arriva sui blog dei soldati. “Non interessano solo quattro amici in patria”. Sostengono le autoritàƒ “ma anche i ribelli”. E’ c’è chi protesta, come Jason Hartley, che proprio a causa di un diario è stato degradato e multato un anno fa. “Per uno che ne apre, ne viene chiuso subito un altro”. Ecco i controllori. Esercito, Marina e Air Force chiedono ora una registrazione al soldato che apre un diario. E squadre “speciali” leggono tutti i contenuti. Ma questa forma di censura nulla puàƒÂ² contro le informazioni che i soldati scambiano con amici e media in patria, senza pubblicarle. “L’esercito spreca il suo tempo” spiega il giornalista specializzato Seymour Hersh. Il macabro precedente. Non sempre i militari Usa hanno usato il blog per fare informazione “alternativa”. Alcuni soldati ottennero sei mesi fa l’accesso a siti porno offrendo in cambio foto di cadaveri, magari con didascalie del tipo: “L’unico iracheno buono è quello morto”. Fonte: La Repubblica 3 gennaio 2006
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