Il Signoraggio è la differenza fra il costo di produzione della moneta ed il valore nominale su di essa stampato ed al quale è scambiata. Il Signoraggio è una fonte di profitto per alcuni governi nazionali. “Il debito pubblico” è stato letteralmente inventato da politici e banchieri in modo da arricchire i broker privati delle Banche Centrali qui in Italia come negli altri sistemi bancari tradizionali [Masternewmedia.org].
Ma la moneta di oggi non è garantita più dall’oro, le monete non sono convertibili e i costi relativi alla stampa sono praticamente inesistenti. In poche parole il signoraggio ha un valore nominale del 100%.
Quando lo Stato chiede soldi alla Banca Centrale, egli paga il costo del valore nominale con titoli e beni del debito pubblico (e non solo i costi tipografici), in pratica commissionando a se stesso il bisogno di imporre tasse sempre più crescenti a cittadini e aziende.
Tutto accade attraverso la Banca Centrale Europea, un mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente da qualsiasi controllo democratico, uno stato sovrano sopra qualsiasi persona.
Ecco un estratto da un nuovo libro di Marco Della Luna e Antonio Miclavez intitolato: “Euroschiavi, e i segreti del signoraggio“, giàƒ pubblicato l’11 novembre 2005 con il titolo: Euroschiavi.
Là¢â‚¬â„¢Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta unà¢â‚¬â„¢elevata pressione fiscale. Dal bilancio della Banca Centrale Europea risulta che nel Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) ci sono circa 50 miliardi di Euro che spettano allo Stato italiano e che il Governo dovrebbe recuperare.
Siamo di fronte ad un à¢â‚¬Å“Signoreà¢â‚¬? che usa lo Stato, il fisco e la pubblica amministrazione, per creare un sistema costituzionale e di disinformazione allo scopo di nascondere traffici e fini realizzando unà¢â‚¬â„¢illusione di legalitàƒ . Questo è un sistema di potere che si è costruito e mantenuto sul fatto di essere ignorato dalla gente, soprattutto dai lavoratori, dai risparmiatori e dai contribuenti.
A chi appartengono i soldi quando vengono emessi?
La Banca Centrale emette denaro per un valore, supponiamo, di mille miliardi.
A che appartiene il valore del denaro?
A chi appartiene la moneta, il valore del denaro, nel momento in cui viene emessa dalla Banca Centrale?
Appartiene alla Banca Centrale stessa, che quindi ha diritto di farsela pagare dallo Stato? O allo Stato, al popolo, che quindi non dovrebbe pagare nàƒÂ© il denaro nàƒÂ© gli interessi alla Banca Centrale quando ha bisogno di denaro? Questa è una domanda fondamentale, e dalla risposta che viene data puàƒÂ² essere compreso il debito dello Stato.
Il fatto di usare il potere monetario attraverso la Banca Centrale è uno strumento di potere dei banchieri nei confronti dello Stato e questo trova conferma in come le istituzioni statali sono impegnate a equivocare e a mentire in tutte le sedi, anche parlamentari, per coprire il fatto che la Banca dà¢â‚¬â„¢Italia cede a caro prezzo denaro che a essa niente costa e a cui non è essa a dare il valore, ossia il potere di acquisto. Il potere di acquisto, come abbiamo visto, glielo conferisce il mercato, la gente, attraverso la domanda di denaro.
Ma la La Banca Centrale non ha generato il valore del denaro che stiamo usando eppure si comporta come se fosse proprietaria del medesimo denaro, in quanto lo cede allo Stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato e controinteressate.
Questo è veramente paradossale.
àƒË† come se il tipografo, incaricato dagli amministratori della societàƒ calcistica organizzatrice di una partita di stampare 30.000 biglietti di ingresso per le partite del campionato, col prezzo di à¢â€šÂ¬ 20 stampato su ogni biglietto, chiedesse come compenso per il suo lavoro di stampa à¢â€šÂ¬ 600.000, in base al fatto che i biglietti che ha prodotto à¢â‚¬Å“valgonoà¢â‚¬? à¢â€šÂ¬ 20 cadauno.
àƒË† vero che essi à¢â‚¬Å“valgonoà¢â‚¬? à¢â€šÂ¬ 20 caduno, ma che essi abbiano un valore non dipende dal tipografo, bensàƒÂ¬ dallà¢â‚¬â„¢associazione sportiva che ha formato la squadra, procurato il campo da gioco e organizzato la partita, sostenendo i relativi costi e producendo la domanda di quei biglietti, senza la quali questi niente varrebbero.
Gli amministratori della societàƒ sportiva lo sanno bene, ma il tipografo in parte li ricatta e in parte li lusinga perchàƒÂ© promette loro che, se gli pagheranno là¢â‚¬â„¢ingiusto compenso richiesto, egli daràƒ loro un lauto regalo e i fondi per farsi rieleggere alle prossime elezioni del consiglio di amministrazione. Altrimenti, finanzieràƒ altri candidati e una campagna di stampa contro i consiglieri onesti.
Il potere bancario si comporta come quel tipografo, e i governanti si comportano come i consiglieri ricattati e lusingati dellà¢â‚¬â„¢associazione sportiva, riconoscendo alla Banca Centrale la proprietàƒ o titolaritàƒ del valore del denaro che emette, stampato o scritturale che sia, e in cambio di esso indebitano ingiustamente e illogicamente proprio il popolo, che è il soggetto che, col suo lavoro e con la sua domanda, ossia col mercato, conferisce valore al denaro.
Per questa ragione, oltre che in base al principio costituzionale della sovranitàƒ popolare, al momento in cui viene emesso, il denaro, il suo valore, dovrebbe logicamente essere ed essere trattato come proprietàƒ del popolo e, per esso, dello Stato. Assolutamente lo Stato non dovrebbe indebitare se stesso e il popolo verso una Banca Centrale, pubblica o privata che sia, per ottenere denaro.
Al contrario, questo succede su base regolare.
Ma vi è di peggio: la Banca Centrale, cioè i suoi azionisti, oltre ad appropriarsi, a danno dello Stato, del valore del denaro che essa emette, nei suoi propri conti segna questo valore non allà¢â‚¬â„¢attivo ma al passivo, simulando un debito ed evitando, cosàƒÂ¬, di pagare le tasse su quello che è un puro incremento di capitale e che, come tale, dovrebbe essere interamente tassato.
Là¢â‚¬â„¢ovvio ragionamento che abbiamo testàƒÂ© svolto è stato giàƒ sottoposto al Parlamento, attraverso interrogazioni parlamentari, nel 1994 e nel 1995.
Entrambe le risposte elusero il problema, affermando che la Banca Centrale (allora, cioè, la Banca dà¢â‚¬â„¢Italia) non sarebbe proprietaria dei valori monetari, ossia del valore del denaro emesso, perchàƒÂ© il denaro emesso costituirebbe sempre un passivo, un debito; e che, perciàƒÂ², giustamente la Banca dà¢â‚¬â„¢Italia lo iscriveva come posta passiva nel proprio bilancio.
Come i membri competenti dei due governi interessati non potevano ignorare, queste risposte sono del tutto contrarie alla veritàƒ . Innanzitutto, la risposta fornita è contraddetta dal comportamento dei governi medesimi à¢â‚¬ di tutti i governi. Infatti, se i governi fossero coerenti con là¢â‚¬â„¢affermazione che il denaro, il valore monetario, non appartiene alla Banca emittente, perchàƒÂ© lo Stato continua a dare qualcosa (i titoli del debito pubblico) in cambio di Lire o Euro?
E se il denaro emesso costituisse una passivitàƒ , un debito, perchàƒÂ© mai lo Stato dovrebbe comperarlo pagandolo con titoli del debito pubblico, che costituiscono un credito per chi li riceve?
Si è mai visto che qualcuno paghi un altro per farsi cedere un debito?
Ma le risposte del governo sono anche false giuridicamente, perchàƒÂ© il denaro non è affatto un debito per la Banca che lo emette. Se fosse un debito, dovrebbe poter essere incassato dal portatore presso la Banca medesima, mediante conversione in oro, e il portatore della banconota aveva il diritto di farsela cambiare in oro dalla Banca Centrale che l’aveva emessa, come avveniva una volta, fino al 1929 circa, quando il denaro era convertibile in oro.
Anche in tempi successivi al 1929, molte banconote portavano la scritta à¢â‚¬Å“Pagabile a vista al portatoreà¢â‚¬?. Ma pagabile in che cosa, dato che esse non erano convertibili in oro? In realtàƒ , quei biglietti non erano pagabili in alcun modo e quella scritta era una menzogna per ingannare il pubblico e fargli credere che i biglietti di banca fossero convertibili in qualcosa avente valore proprio o che la banca si fosse indebitata per emetterli, il che è falso (mentre era vero in un ormai lontano passato).
Del resto, è naturale che nessun governo potrebbe permettersi di dare risposte veridiche a simili questioni, perchàƒÂ© ammetterebbe che la sua vera funzione è defraudare i cittadini e gli elettori per arricchire unà¢â‚¬â„¢àƒÂ©lite finanziaria che detiene il vero potere.Ma quanto sopra costituisce solo la punta dellà¢â‚¬â„¢iceberg. PerchàƒÂ© il grosso, circa là¢â‚¬â„¢85%, del denaro esistente e circolante al mondo, non è denaro vero, emesso da Banche Centrali, ma denaro creditizio, ossia aperture di credito e disponibilitàƒ di spesa create dal nulla dalle banche commerciali, le quali, attraverso questa creazione continua di nuovo denaro creditizio, si impossessano di quote crescenti del potere dà¢â‚¬â„¢acquisto complessivo della popolazione mondiale.
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