Il prezzo terribile dei mille giorni

Nonostante “più o meno trentamila morti iracheni”, come ha detto con disinvolta nonchalance George Bush, e “circa 2140” caduti americani, non ci sono rimpianti, ripensamenti nàƒÂ© autocritiche in colui che ha voluto questa strage arrivata al millesimo giorno di guerra. NàƒÂ© ci potrebbero essere, senza sconfessare nella propria interezza un’azione militare ormai troppo lunga, incompiuta, sanguinosa e durata per l’America più a lungo della partecipazione alla grande guerra e quasi quanto il conflitto in Corea. “Prenderei la stessa decisione anche oggi”, ha infatti risposto Bush alla domanda di una donna presente al discorso di ieri a Philadelphia.
[Vittorio Zucconi – La Repubblica 13/12/2005]


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