Ogni mese 500 container carichi di vecchi computer, telefonini e televisori rotti approdano al porto di Lagos, in nome della lotta al “digital divide”; ma il 75% di questo materiale – che in teoria dovrebbe essere tutto riparabile e riciclabile – finisce nelle discariche abusive, abbandonato ai cigli delle strade o dato alle fiamme in grandi roghi, con seri rischi per la salute e per l”ambiente. Lo denuncia l”Organizzazione non governativa statunitense Ban (Basel Action Network) secondo la quale gran parte del materiale di scarto arriva proprio dagli Usa e dall”Europa. Il riciclaggio è una buona cosa, anche ridurre il “digital divide” è una buona cosa, ma esportare questi carichi di spazzatura tecnologica in nome di nobili ideali e invece danneggiare seriamente l”ambiente e la salute della povera gente nei paesi in via di sviluppo è un”azione criminale ha detto senza mezzi termini Jim Puckett del Ban intervistato dalla rete informativa dell”Onu “Irin”. Il movimento internazionale di rifiuti tossici è regolamentato dalla convenzione internazionale di Basilea del 1989 a cui Washington (insieme solo a Haiti e Afganistan) non ha dato alcuna forma di adesione, ma l”accordo non viene regolarmente applicato anche da molti altri governi, aggiunge Puckett. Secondo la convenzione, il materiale elettronico dovrebbe essere certificato come effettivamente riutilizzabile, prima dell”imbarco, ma ciò non viene sempre fatto. Di fatto la presunta generosità del nord verso il sud si rivela un”altra convenienza per i più ricchi a scapito dei poveri. I computer, tv ed altri strumenti elettronici che non possono essere riparati dai tecnici nigeriani o da cui non si riesce a ricavarne pezzi riciclabili– per un mercato interno che pure esiste – si trasformano in tonnellate di spazzatura con residui di piombo, berillio e mercurio. Puckett non indica a “cui prodest” questo commercio in Nigeria, ma incoraggia il governo locale a rafforzare le sue normative contro l”importazione di questo materiale potenzialmente pericoloso. [Fonte: [BF] Misna – Missionary Service News Agency]
Leave a comment
Devi essere connesso per inviare un commento.
Be the first to comment on "Digital divide: altro che regali, questa é spazzatura"