Si racconta che il 12 ottobre di alcuni anni fa un navigatore di nome Cristoforo Colombo, alla guida di tre caravelle, ciascuna delle dimensioni di un peschereccio, sbarcò sulle isole dell”attuale arcipelago dei Caraibi, pensando di aver fatto il giro del Mondo. Su una di quelle isole sorge l”attuale repubblica di Haiti, uno degli stati più poveri del Mondo, situata al posto n. 153 rispetto all”indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite [Antonio Graziano]. In un successivo viaggio il navigatore genovese passò davanti alle coste del futuro Honduras. Oggi l”Honduras è alla posizione n. 116 rispetto all”indice dello sviluppo umano. Insieme al Guatemala, è lo stato più povero dell”America Centrale. Un Hondureà±o su 5 è denutrito, solo 50 persone su mille usano il telefono e 40 persone su 1000 hanno accesso ad internet. Dopo quella ultima avventura sulle coste dell”America Centrale, Colombo lasciò il passo ad altri avventurieri, che continuarono la sua opera.
Qualche anno dopo Amerigo Vespucci esplorava le coste del Sud America, arrivando fino al Rào della Plata. 500 anni più tardi in quello stesso luogo venivano gettati, da aerei in volo, corpi di cittadini Sud Americani, narcotizzati e legati a blocchi di cemento perché fossero sepolti per sempre nelle fredde acque del fiume. Quei cittadini ebbero l”onore di partecipare al più grande esperimento di globalizzazione della repressione militare in nome del neoliberismo, con il contributo dei governi di tutto il continente.
Vespucci si rese conto che quelle terre non facevano parte dell”Asia e chiamò il continente Nuovo Mondo. Non si intende se la denominazione si riferisce alle origine geologiche o al fatto che quel territorio finalmente sarebbe stato abitato da esseri umani, bianchi, cattolici e benvesititi. In realtà , guaradando alla costituzione delle crosta terrestre, il continente americano è vecchio almeno quanto l”Europa. Non resta che la seconda opzione, considerando che prima di Colombo, vivevano in quel luogo milioni di selvaggi, la maggior parte dei quali furono sterminati dalla guerra, dalle malattie e dai lavori forzati.
In Bolivia per più di due secoli l”argento di Potosì divenne il principale motore dello sviluppo capitalista europeo. La montagna di Potosì, il Cerro Rico, inghiottiva e uccideva quotidianamene decine di operai indigeni regalando, in cambio di quel sacrificio di vite umane, il prezioso minerale che ha prodotto la fortuna di banchieri fiamminghi, genovesi e tedeschi, tutti creditori della corona spagnola. Potosà divenne la città più popolosa del Mondo. Si diceva vale un Potosà per elogiare qualcosa che non aveva prezzo. Di tutta quella ricchezza, è rimasta solo una montagna quasi vuota, da cui si estraggono, a fatica, stagno, rame, piombo e argento. Oggi, la vita di un operaio, in quell”inferno, non dura più di sei mesi. Dopo arrivano la silicosi e la morte.
Oppure il Nuovo Mondo si riferiva a quello che sarebbe stato nei cinque secoli successivi il continente, con la creazione di un”Area di Libero Commercio del Nord America, che sta trasformando Usa, Canada e Messico in un”unica grande nazione, dove la ricchezza ed il benessere fluiscono in direzione opposta rispetto alla povertà ed alla miseria. In realtà l”area di libero commercio accoglie, in un grande abbraccio fraterno, tutto il continente. Il Plan Puebla Panama ed il Corridoio Biologico Mesoamericano mascherano, con il sogno dello Sviluppo, il saccheggio di risorse energetiche e di biodiversità di tutta l”America Centrale. Non a caso questa sottile striscia di terra è stata definita il Giardino degli Stati Uniti d”America. In aggiunta, gli accordi bilaterali tra Stati Uniti ed alcune Nazioni Sud Americane hanno l”obiettivo di aggirare la mancata ratifica dell”ALCA, l”Area di Libero Commercio delle Americhe, che sarebbe dovuta entrare in vigore lo scorso 1 gennaio 2005. Intanto avanza la privatizzazione dei beni e dei servizi, ed aumentano le disuguaglianze.
In America del Sud è concentrato un quarto delle risorse idriche della terra. Eppure aprire il rubinetto e bere un bicchiere d”acqua significa, nella maggior parte del continente, prendersi una malattia gastrointestinale.
Buona parte della terra disponibile è nelle mani di poche imprese e di alcuni nomi illustri, e così il resto delle risorse naturali e la biodiversità del continente. Oggi, più dell”80% della popolazione latino americana vive in agglomerati urbani, ed i poveri senza voce e senza volto si nascondono nelle favelas della periferia, mimetizzati da cumuli di rifiuti, dall”analfabetismo, e dalla cecità di chi abita a pochi isolati e pensa che la vera miseria si trovi solo in India (quella vera, questa volta), senza pensare che forse la fame e la sofferenza di un essere umano non cambiano da una parte all”altra del globo.
Popoli indigeni scomparsi e dimenticati. Popoli indigeni civilizzati, ma in nome di quale civiltà ? Popoli indigeni e contadini che si ribellano, dagli Zaoatisti, ai Senza terra, ai Movimenti Boliviani e mille altri ancora.
Cosa c”è da festeggiare? Al di là di magnifiche danze come la salsa ed il tango e della mescolanza, nel corso dei secoli, di culture, musiche e tradizioni di schiavi, conquistadores e nativi non c”è molto di più da festeggiare. Tantomeno il viaggio di tre barconi che inaugurarono lo sfruttamento di un continente, dalle cui ferite scorrono ancora oggi il sangue, il sudore e la fatica di milioni di esseri umani.
Antonio Graziano, Montevideo, 28 ottobre 2005
Il disegno è di Torres Garcia, il piu famoso pittore Uruguayano. Torres Garcia, il cui obiettivo era creare una corrente pittorica che avesse come epicentro l’America Latina, in opposizione alla visione Eurocentrica ed Omologante di qualsiasi aspetto della vita, affermava: “He dicho Escuela del Sur; porque en realidad nuestro norte es el Sur. No debe haber norte, para nosotros, sino por oposicià³n a nuestro Sur.”
Be the first to comment on "America"